24 Gennaio 2002

Task force contro i tassisti disonesti

Task force contro i tassisti disonesti


Incrementati i controlli a Fiumicino dopo la denuncia di Striscia la Notizia. Il Codacons annuncia un esposto. An attacca anche gli amministratori che non hanno impedito il fenomeno.


Task force contro i tassisti disonesti


Incrementati i controlli a Fiumicino dopo la denuncia di Striscia la Notizia. Il Codacons annuncia un esposto. An attacca anche gli amministratori che non hanno impedito il fenomeno.


ROMA – Giro di vite a Fiumicino contro i tassisti disonesti. Una task force composta da una ventina di uomini, fra polizia, carabinieri, vigili urbani e guardia di Finanza, è al lavoro per impedire il ripetersi delle truffe messe in atto soprattutto ai danni dei turisti stranieri che, ingannati da conducenti con pochi scrupoli e confusi dalla doppia circolazione euro-lira, finiscono per pagare la corsa fino in città anche il doppio di quanto dovuto.

“Stiamo effetuando una serie di verifiche incrociate – spiega Felice Ferlizzi, primo dirigente della Polaria – per controllare se effettivamente tutti coloro che operano con taxi e auto a noleggio sono muniti di regolare permesso e che svolgano l`attività senza commettere illeciti“. E` questo il primo risultato della denuncia di Striscia la Notizia, il Tg satirico di Antonio Ricci che lunedì e martedì sera ha mandato in onda dei filmati nei quali alcuni tassisti si facevano pagare da quelli che credevano turisti giapponesi – e che erano invece complici di Striscia – cifre molto superiori a quanto indicato dal tassametro.

Ma, oltre all`irrigidimento dei controlli, la trasmissione di Canale 5 ha provocato anche la dura reazione del Codacons e di An che annunciano esposti alla magistratura chiedendo che sia aperta un`inchiesta per fare chiarezza su quanto accade nel principale scalo romano. Il Codacons ipotizza il reato di truffa a danno dei consumatori e denuncia che, secondo una serie segnalazioni ricevute, alcuni tassisti applicherebbero anche all`interno del Gra la tariffa, più cara, prevista per le corse all`esterno del raccordo. Per questo l`associazione di tutela dei consumatori chiede a Veltroni che siano immediatamente ritirate le licenze dei tassisti troppo “furbi“. Ancora più dura Roberta Angelilli, presidente di An Roma che attacca anche chi avrebbe dovuto controllare e prevenire il fenomeno. “Vanno accertate le responsabilità di un atteggiamento eccessivamente morbido sulla questione taxi – dice la Angelilli – per questo ho dato incarico a un avvocato di depositare presso la procura della Repubblica una denuncia-querela contro ignoti, non solo nei confronti dei tassisti disonesti, ma anche per accertare le responsabilità di amministratori che hanno permesso che tutto ciò accadesse“.

I diretti interessati però non ci stanno e contrattacano.



“Questa uscita sulle tv è mirata a denigrare un`intera categoria – attacca Lorenzo Bittarelli, presidente della cooperativa 3570 – Sono tempestato da chiamate di radio taxi da tutta Italia per reragire a questa aggressione“. “Siamo moltio seccati – gli fa eco Maura Trillò, della cooperativa 6645 – i truffatori devono essere denunciati e arrestati ma non bisogna offendere onesti lavoratori“. E conclude Carlo Bologna, presidente dell`associazione italiana tassisti: “Colpevolizziamo tutti gli enti preposti, dai comuni di Roma e Fiumicino alle forze dell`ordine perché esiste una legge quadro che non viene sempre applicata. Certo, è vero, tra noi si nascondono veri e propri delinquenti ma non si può e non si deve colpevolizzare per questo un`intera categoria“.



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