10 Gennaio 2014

Tasi, senza detrazioni rischio mini-stangata.

Tasi, senza detrazioni rischio mini-stangata.

ROMA – Con la Tasi mini- stangata in arrivo per le famiglie meno agiate e con più figli, che potrebbero essere penalizzate in assenza di detrazioni, anche senza innalzare ulteriormente l’aliquota dell’imposta dal 2,5 al 3,3 per mille.
Il Codacons sottolinea che a pagare di più saranno le famiglie che abitano in una casa con minore rendita catastale. Per l’Associazione dei Consumatori “il Governo, demandando tutta la scelta delle detrazioni ai comuni, in nome di un presunto federalismo, non solo non è in grado di mantenere la promessa fatta agli italiani che non si sarebbe pagato di più con la Tasi, ma rischia di penalizzare le famiglie con case di minor valore e, quindi, si presume, meno ricche”.  CONTI IN TASCA Calcolatrice alla mano, per risparmiare nel passaggio da Imu prima casa a Tasi, in assenza di figli, con aliquota Tasi allo 0,25%, la rendita catastale deve superare 793,65 euro, altrimenti si pagherà di più. In presenza di un figlio la soglia sale a 992 euro. Con due figli si sale a 1190,47 euro. “Le differenze non sono da poco. Chi ha una rendita catastale di 400 euro pagava, di Imu, senza figli, 69 euro. Di Tasi ora ne pagherà 168, ossia 99 euro in più. Differenza che sale a 168 in presenza di 2 figli. Con rendita da 500 euro l’aggravio nel passaggio da Imu a Tasi va da 74, senza figli, a 174, con due figli. Si fa presente che queste differenze sono con aliquota al 2,5 per mille. Se, infatti, salissimo al 3,3 per mille la stangata salirebbe ulteriormente”, sostiene l’associazione.  VA MEGLIO A CHI HA I VILLINI “Naturalmente – osserva il Codacons – i comuni potranno, se lo vorranno, rimettere le detrazioni di 200 euro per l’abitazione principale e di 50 euro a figlio, ma non è detto che lo facciano. Inoltre se lo faranno a prezzo di un innalzamento dell’aliquota, il risultato finale sarà ancora peggiore per chi non usufruirà della detrazione”. Il Governo, infatti, “ha solo fissato che le detrazioni, che restano però eventuali se non si innalza l’aliquota massima, dovranno andare a favore delle famiglie e dei ceti più deboli, ma è evidente che l’espressione è talmente generica che ci saranno sicuramente delle famiglie ingiustamente penalizzate”. Insomma per il Codacons “l’errore madornale del Governo di varare una Tasi piatta, senza fissare precisi paletti nelle detrazioni, non solo rischia di far pagare la Tasi a parte di quei 5 milioni di famiglie che, grazie alle detrazioni, non pagavano l’Imu, ma penalizzerà sicuramente le famiglie che pagavano poca Imu, favorendo e alleggerendo l’imposta per chi pagava di più, avendo abitazioni che, almeno per il Fisco, erano di maggior valore, più grandi, villini”.  SCELTA CIVICA MINACCIA: MAGGIORANZA A RISCHIO Alt di Sc al governo sulla tassazione sulla casa. «Serve subito un tavolo», dicono il segretario del partito Stefania Giannini e i capigruppo di Camera e Senato Romano e Susta, per mettere in campo una riforma complessiva in grado di dare «certezze» sottolineando di non condividere l’emendamento annunciato sulla casa al dl enti locali. Scelta civica spiega la necessità di «una riforma in grado di chiudere la partita una volta per tutte sul fronte casa», spiega il responsabile politiche fiscali Enrico Zanetti in conferenza stampa, evitando il susseguirsi di interventi legislativi. Esattamente ciò che, secondo Sc, avverrebbe qualora il Parlamento approvasse «l’ennesima modifica annunciata dal governo».  L’emendamento infatti che l’Esecutivo ha ieri fatto sapere di essere pronto a presentare non solo è «eterogeneo» rispetto al decreto legge al quale dovrebbe essere agganciato ma «non basta» tra l’altro a risolvere i problemi secondo gli stessi Comuni, spiegano gli esponenti di Scelta civica. «In otto mesi – evidenzia poi Stefania Giannini – ci sono stati 40 interventi legislativi». Troppi, secondo Andrea Romano che sottolinea come «sulla casa in quanto bene primario non dovrebbe esserci tanta incertezza».  Per questo «proponiamo – spiega – un tavolo che entro un mese e mezzo al massimo riscriva la fiscalità sulla casa», spostando e unificando – aggiunge Zanetti – le scadenze dei pagamenti al prossimo 16 giugno. Si tratta, evidenziano, di «un appello a Letta: a buon intenditore – dice Susta – poche parole. Il rischio per la maggioranza c’è ma ci sono anche i margini per ripensarci».

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