12 Ottobre 2014

Tasi, più costosa dell’ Imu per una famiglia su due

Tasi, più costosa dell’ Imu per una famiglia su due

di Andrea Di Stefano MILANO La Tasi, che va alla cassa entro il 16 ottobre, costerà a famiglie e imprese più della vecchia Imu. In 5.279 Comuni che hanno deliberato aliquote e regolamenti, oltre 15 milioni di italiani, in prevalenza proprietari ma in molti Comuni anche inquilini, sono chiamati a pagare un acconto medio di 74 euro, 148 euro il totale che però sale a 191 euro se si prendono in considerazione le sole città capoluogo. Secondo l’ elaborazione della Uil c’ è un aggravio, rispetto all’ Imu 2012, per una famiglia su due. «È vero che il costo della Tasi sarà, complessivamente, leggermente più basso – commenta Guglielmo Loy, segretario confederale del sindacato – ma la distribuzione della nuova tassa è meno equa: pagherà un po’ di più chi prima era esente o pagava cifre basse e pagheranno molto meno i proprietari di quelle abitazioni con rendite catastali elevate». Dalle simulazioni della Uil emerge infatti che «per una famiglia su due il costo della Tasi sarà più caro di quanto pagato con l’ Imu nel 2012». La media dell’ aliquota è al 2,63 per mille (superiore all’ aliquota massima “ordinaria”), seppur “addolcita” dalle detrazioni introdotte dai Comuni. L’ aliquota media complessiva applicata in tutti i Comuni è dell’ 1,99 per mille ma secondo lo studio della Uil bisogna fare i conti con almeno 100mila combinazioni diverse con tutte le implicazioni burocratiche e il rischio di errori. L’ ufficio studi della Cgia di Mestre individua in Bologna, Roma, Bari e Genova, tra le grandi città italiane, le tasse comunali più elevate ma evidenzia anche che il taglio ai trasferimenti ha messo effettivamente in difficoltà gli enti locali. Secondo il Codacons, all’ appello mancano ancora 659 Comuni ritardatari che non hanno deliberato le aliquote. Più del versamento, tuttavia, la preoccupazione principale è legata alla difficoltà di capire i meccanismi di calcolo e detrazioni. Anche le imprese, in particolare quelle del terziario, non sanno qual è l’ importo da versare e oltre il 60% registra un aumento dei costi burocratici per fare fronte a questo obbligo, tanto che quasi una azienda su due pagherà la nuova tassa con difficoltà. A lanciare l’ allarme è l’ indagine realizzata da Confcommercio-Imprese che sottolinea che le aziende più in difficoltà sono quelle più piccole. Anche la Tari, la nuova imposta sui rifiuti preoccupa le imprese: il 64% degli imprenditori giudica elevato o molto elevato il peso degli adempimenti legati alla Tari e questo è dovuto sia alla complessità degli adempimenti (52,1%), sia perché non è chiaro che cosa bisogna fare e quanto bisogna pagare (47,9%). Per 1 impresa su 4 ci sarà un aggravio di oltre il 100% in più rispetto a quanto si pagava prima. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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