2 Marzo 2014

Tasi, incertezza nei calcoli ma gli aumenti sono dietro l’ angolo

Tasi, incertezza nei calcoli ma gli aumenti sono dietro l’ angolo

La Tasi, cioè la tassa sui servizi indivisibili che ogni comune d’ Italia potrà modulare a piacer suo con una flessibilità (al rialzo) fino allo 0,8 per mille, continua a turbare i sonni dei contribuenti. Dopo il via libera del consiglio dei ministri alla nuova imposta sulla casa che, per le prime abitazioni sostituirà l’ Imu mentre perle seconde dovrà esserle sommata, si moltiplicano le previsioni di calcolo, tutti dagli esiti funesti. Per le imprese, si profila una stangata di almeno un miliardo di euro, ha calcolato la Cgia di Mestre. Per le abitazioni le previsioni restano complicate e incerte. L’ Italia è il paese dai 6000 campanili il rischio è di avere 6.000 modulazioni della Tasi. Tutto dipende da cosa deci deranno di farei Comuni i quali, dopo il decreto legge di avantieri, sono liberi di variare le aliquote e di finalizzarne i maggiori introiti alle varie detrazioni da destinare a categorie di cittadini, categorie individuate sempre dai Comuni. L’ effetto certo, vista la grande discrezionalità attribuita all’ ente locale, sarà il differenziarsi dei trattamenti fiscali da Comune a Comune, da cittadino a cittadino, da famiglia a famiglia, con evidenti sperequazioni lungo tutto lo Stivale. Una è già di ieri: il comune di Il Comune di Godega S.Urbano (Treviso) sta per permettere ai suoi abitanti di convertire le aree fabbricabili in terreni agricoli esentandoli di fatto dal pagamento della Tasi e abbattendo del 90% l’ Imu. Resta poi l’ incertezza assoluta su quanto e quando pagare. Da poco i Comuni hanno avuto un’ altra proroga, questa volta al 30 aprile, per decidere quale aliquota applicare. Solo allora si saprà se la Tasi sulla prima casa sarà al2,5 per mille o salirà fino al 3,3 per mille. Stessa cosa perle case date in affitto, colpite da un’ Imu al 10,6 per mille, al quale si aggiunge la Tasi che, a discrezione dei Comuni, può portare l’ aliquota fino all’ 11,4 per mille. Non solo – osservano da Confedilizia – i Comuni possono decidere quando farti pagare e ancora non lo hanno fatto. Comunque vada, il rischio stangata c’ è. Secondo le simulazioni di Confedilizia un’ abitazione standard a Milano con rendita catastale di 877,98 euro se prima casa vedrà la tassazione salire da 369 a 487 euro (+118 euro) a secondo se l’ aliquota sarà al2,5 per mille o al3,3 per mille. La stessa abitazione data in af fitto vedrà l’ imposizione salirà in modo esponenziale passando da 1.564 euro a 1.682 euro. In questo caso l’ inquilino pagherà dal 10 al 30% della sola Tasi quindi da 12 a circa 36 euro. La totale incertezza lascia anche le organizzazioni dei consumatori con le lance spuntate. Ieri il Codacons, generalmente molto battagliero, si è ridotto agli appelli: «Rivolgiamo un appello ai Comuni italiani, affinché evitino l’ ennesima stangata per le tasche delle famiglie e perle imprese, considerato che una maggiore tassazione equivarrà ad un’ ulteriore caduta dei consumi e ad un inasprimento delle difficoltà per le aziende già in crisi». Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha lanciato un hastag al premier #Renzitaglialetasse rilanciato anche dalla Uil. Maurizio Gasparri ha twittato: «il governo Renzi aumenta ancora la già devastante tassazione sulla casa. La rivoluzione fiscale immaginaria avviene nei convegni e nei social network».

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