23 Gennaio 2014

Tasi, il governo rassicura i sindaci: un miliardo di rimborsi

Tasi, il governo rassicura i sindaci: un miliardo di rimborsi

Michele Di Branco Roma. Disgelo governo-Comuni sul caso Tasi. Al termine di un vertice al ministero dell’ Economia, ieri sera Palazzo Chigi ed Anci sembra che abbiano trovato un accordo in grado di soddisfare i sindaci che reclamano le risorse perdute (in ballo 1 miliardo di euro) con il passaggio dall’ Imu alla nuova tassa sui servizi. Nell’ incontro è stata risolta anche la questione che riguarda le detrazioni in favore delle famiglie a reddito medio-basso. Una partita doppia che probabilmente verrà chiusa il 28 gennaio con una norma ad hoc che verrà messa a punto dai tecnici di Via XX Settembre («è stato un confronto utile, abbiamo cominciato a ragionare su tutti i temi che riguardano la fiscalità locale», ha commentato il sottosegretario Pier Paolo Baretta confermando i passi in avanti) nei prossimi giorni. «Il governo, ha annunciato il presidente dell’ Anci Piero Fassino, ha giudicato fondate le nostre richieste sul minor gettito e si è detto disponibile ad assegnare ai comuni una parte degli immobili della categoria D, senza una modifica delle aliquote». In pratica, parte dei 4,3 miliardi degli incassi previsti per capannoni industriali e opifici sarà dirottato dallo Stato ai Comuni. Esattamente la soluzione che avevano indicato i sindaci. «La proposta è stata accettata e ora l’ esecutivo ha avviato una verifica contabile per valutare esattamente l’ ammontare del gettito», ha infatti spiegato Fassino. Quanto alle detrazioni per le famiglie meno abbienti, capitolo per il quale il governo ha già stanziato 500 milioni di euro, resta tutto confermato rispetto agli orientamenti emersi nei giorni scorsi. Si va verso la definizione di una aliquota aggiuntiva facoltativa compresa tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille che andrà ad aggiungersi a quelle massime e che potrà essere applicata sulla prima e sulla seconda casa. Altro tema che verrà affrontato nei prossimi incontri quello degli uffici giudiziari, per i quali i sindaci chiedono ormai da tempo il pagamento degli arretrati da parte dello Stato. Intanto l’ ingorgo fiscale Tares-mini Imu imbocca l’ ultima curva. Il governo non ha concesso alcuna proroga e dunque, per chi non l’ ha già fatto, si deve passare alla cassa entro e non oltre domani. Il che vuol dire che dal 25 gennaio, per i ritardatari, scatterà la tagliola delle sanzioni e degli interessi. A poche ore dal fischio finale la partita resta tesa soprattutto a Roma dove, nonostante l’ Ama garantisca di aver inviato tutte le lettere (1,5 milioni di comunicazioni), sono ancora migliaia i cittadini che segnalano di non aver ricevuto i bollettini precompilati per regolare la Tares. E a tale proposito il Codacons ha preannunciato l’ avvio di azioni legali «a tutela dei contribuenti che si vedranno penalizzati dalla pessima gestione della vicenda». Resta alta in queste ore la pressione sui Caf, così come raccontato da quello delle Acli di Cinecittà e da quello di Coldiretti. Niente a che vedere però con le resse dei giorni scorsi in cui, per riuscire a sistemare la pratica presso i centri di assistenza fiscale, sono state segnalate anche file di 4 ore. La maggior parte dei contribuenti, in questi giorni, si è recato in una filiale di poste italiane vedendosi addebitare una commissione di un euro. Chi ha effettuato il pagamento on line si è risparmiato la fila, ma ha dovuto comunque sborsare un euro in più per importi a volte molto bassi. Semideserte, invece, le banche nelle quali è possibile pagare entrambe le tasse senza costi aggiuntivi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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