19 Maggio 2010

Tarsu, le associazioni: Aumento ingiustificato

 
Una conferenza stampa a corredo di un dossier ieri mattina a Palazzo Mosti per fare chiarezza sulla vicenda Tarsu, il cui aumento del 72 per cento relativo all’anno 2009 da pagare quest’anno al Comune di Benevento ha destato preoccupazione alla cittadinanza. Presenti in sala Gabriele Corona, presidente di "Altrabenevento-associazione per la città sostenibile contro il malaffare"; Antonio Medici, presidente dell’associazione "Palazzo di città"; Maurizio Zeoli, coordinatore del Codacons di Benevento e Renato Siciliano della segreteria provinciale del sindacato Flaica-Cub, accanto al primo cittadino Fausto Pepe. Nel corso della discussione, sono state analizzate delibere di Giunta, di Consiglio e conti di bilancio anche dell’Asia. Secondo i rappresentanti delle citate associazioni e sindacati sarebbe possibile diminuire o, in alcuni casi eliminare alcune voci in bilancio, in modo che l’aumento per il 2009 risulti al massimo del 20 per cento. Al Comune di Benevento le rappresentanze hanno chiesto la sospensione dell’esecutività della delibera sulla Tarsu, di rideterminare i costi sulla base del bilancio consuntivo che a breve dovrebbe essere presentato dall’Asia, di chiarire le ragioni d’alcuni aumenti apparsi poco comprensibili. "La vicenda – spiega Zeoli – è nata con la delibera n. 102 dell’11 maggio 2009, quando la Giunta Comunale stabilì che il costo del servizio preventivato per il 2009 per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, era pari a 15.193.876 euro. Nel bilancio di previsione approvato pochi giorni dopo, il 25 maggio 2009 con la delibera n. 20, si stabilì poi che la Tarsu da riscuotere per lo stesso anno ammontava a € 17.472.957". Così suddivise le varie voci: 15.193.876 euro per il costo del servizio; 1.519.388 euro per l’addizionale comunale (10 per cento) e € 759.694 per l’addizionale provinciale (5 per cento). "L’incremento – afferma Corona – potrebbe essere dovuto a una penale che il Comune mette in conto di dover pagare, se non giunge al 25 per cento di raccolta differenziata. Ma se tale soglia è stata raggiunta, come si legge in una deliberazione di Giunta del 27 ottobre 2009, perché il Comune prevede di non riuscirci più? Perché i cittadini devono pagare il costo di una penale inesistente?".

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