15 Novembre 2011

Tarsu e sciopero nel mirino delle Fiamme gialle

Tarsu e sciopero nel mirino delle Fiamme gialle

La Guardia di Finanza indaga anche sulla nuova emergenza rifiuti in città. Le fiamme gialle vogliono accertare, analizzando la documentazione sindacale relativa a eventuali preavvisi di sciopero e stato di agitazione, se sussistano i presupposti per denunciare i circa centottanta dipendenti di Caserta Ambiente, il consorzio costituito dall’ Ipi di Roma e dall’ Alba Paciello di Casagiove, e la stessa società per interruzione di un pubblico servizio. E così mentre sono al vaglio del sostituto procuratore Marco Guarriello, titolare delle indagini sui vari filoni d’ inchiesta sull’ emergenza rifiuti in provincia, le richieste di denuncia per i 180 dipendenti per l’ ultima lunga astensione dal servizio di raccolta rifiuti (durata una decina di giorni), non si esclude che altre richieste possano essere inserite in un nuovo faldone in partenza dal comando provinciale di via Vico destinazione Procura di Santa Maria Capua Vetere. E il rischio per i lavoratori, non essendo stati proclamati scioperi come confermato da fonti sindacali (la legge in materia, trattandosi di servizi pubblici essenziali, tra l’ altro, prevede il rispetto di una procedura che detta tappe e tempi di preavviso: solo ieri sera, infatti, l’ Ugl lo ha proclamato per il 25 novembre), sarebbe altissimo. Ma nel mirino delle fiamme gialle, di cui è comandante provinciale il colonnello Vincenzo Amendola, ci sono anche altri aspetti. La Guardia di Finanza vuole fare luce sull’ effettiva destinazione delle somme versate dai casertani per la Tarsu e verificare se i giorni di sciopero e astensione dalla raccolta siano stati (o verranno) pagati (e in tal caso da chi?) ai lavoratori. A seguire l’ evolversi della situazione anche le associazioni dei consumatori. Il presidente provinciale del Codacons, Maurizio Gallicola, che non esclude la possibilità di costituirsi parte civile in caso di denunce «sebbene i lavoratori stiano vivendo una situazione di disagio, come d’ altronde gli ottantamila abitanti del capoluogo», sta studiando la possibilità di intentare causa per il risarcimento parziale della Tarsu. «Sarebbe una causa vinta – dice – perché il decreto Ronchi prevede che in caso di raccolta incompleta o discontinua ai cittadini spetti un rimborso fino al sessanta per cento. La Commissione Tributaria, però, in precedenza ci ha dato torto sebbene oggi la situazione sia diversa: non c’ è un’ emergenza rifiuti legata alle discariche ma a problematiche economiche. Il problema è che in città ci si sta abituando a certe scene vergognose. L’ importante è documentare tutto, fare foto ai rifiuti in strada e segnarsi i giorni di mancata raccolta. La preoccupazione, alla luce del dissesto, è per il futuro». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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