2 Febbraio 2011

Tarquiniesi e Codacons insieme nel ricorso per l’acqua all’arsenico.

Presentati ieri i dettagli della class action per ottenere 600 euro a famiglia di risaricmento.

 
Parte dalla cittadina tirrenica il ricorso dei cittadini contro l’acqua all’arsenico. È stato presentato ieri pomeriggio, il ricorso predisposto dal Codacons per il risarcimento dei danni provocati dalla presenza di arsenico nell’acqua potabile. La riunione si è svolta nella sede messa a disposizione dall’associazione ambientalista locale Fare Verde ed è stata condotta dall’avvocato della cittadina Marina Massi, responsabile per Tarquinia del Codacons. L’avvocato Massi ha descritto ai presenti i dettagli del ricorso teso ad ottenere un risarcimento di 600 euro a persona per i danni subiti dagli abitanti dei 128 comuni in cui i rubinetti continuano a erogare acqua contaminata da sostanze nocive. “Lo Stato e le Regioni – ha detto l’avvocato – non si sono attivati per adempiere agli obblighi imposti dalla legge e dall’ Unione Europea. In molti Comuni della nostra provincia a tutt’oggi è erogata acqua con una presenza di arsenico superiore al limite di legge. C’è un forte rischio per la salute della popolazione”. I termini per presentare il ricorso scadono tra pochi giorni. Chi è interessato può recarsi nella sede del Codacons in viale Igea 12 (zona ospedale), giovedì 3 febbraio, dalle ore 17.00 alle ore 19.00, munito di due fotocopie del documento di riconoscimento, due fotocopie del codice fiscale e l’ultima bolletta dell’acqua di un’utenza in corso di cui si è intestatario. Il ricorso sembra essere partito dopo l’allarme lanciato dalla Comunità Europea, che si è rifiutata di innalzare, come richiesto da alcune regioni, la quantità di arsenico presente nell’acqua. Insomma, dalla cittadina parte un’altra battaglia legale

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