5 Marzo 2009

TARQUINIA: IL CODACONS VUOLE VEDERCI CHIARO SUI CAMPI NOMADI

LA CITTADINANZA SIA INFORMATA CORRETTAMENTE E SIANO RISPETTATI I REQUISITI DEI TERRITORI TARQUINIA IN PREDICATO PER DIVENIRE AREA PROTETTA DALL’UNESCO CON LE SUE TOMBE ETRUSCHE UNICHE AL MONDO NON PUO’ DIVENTARE SITO PER GLI ZINGARI

 

Il Codacons vuole vederci chiaro sulla creazione di campi nomadi a Tarquinia. Per questo ha inviato una istanza d’accesso al Ministero dell’Interno, alla Prefettura di Roma, al Commissario Straordinario per l’emergenza nomadi e ai Comuni di Roma e Tarquinia, al fine di avere accesso a tutta la documentazione relativa allo spostamento di zingari nella cittadina.
“La notizia dello spostamento del campo nomadi Casilino da Roma a Tarquinia ha fatto nascere grande preoccupazione nei cittadini tarquiniesi, che si sono rivolti in massa al Codacons per ottenere tutela – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Il territorio del Comune di Tarquinia è noto come sito di elevato pregio paesistico e faunistico, che eventuali interventi edilizi, qualora non debitamente studiati e concordati, potrebbero irreparabilmente compromettere. La zona interessata dall’intervento in questione – prosegue Rienzi – è inoltre fortemente a vocazione turistica, con particolare attenzione a quelle forme di turismo “all’aria aperta” (come ad esempio i campeggi in tenda), i cui utilizzatori sono per forza di cose molto attenti al grado di sicurezza della zona”.
“La cosa che ci preoccupa molto, poi, è che non risulta essere stato effettuato alcun tipo di procedimento partecipato dalla popolazione o dagli Enti portatori di interessi diffusi, che non hanno quindi potuto esprimersi sullo spostamento dei zingari a Tarquinia”.
Per tutti questi motivi il Codacons ha chiesto ora accesso agli atti e non esclude di attivare ulteriori azioni legali contro lo spostamento dei campi nomadi a Tarquinia.
 

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