5 Settembre 2012

Tariffe, uno stipendio in fumo per gli aumenti

Tariffe, uno stipendio in fumo per gli aumenti

Le associazioni dei consumatori chiedono una moratoria e la riduzione delle addizionali provinciali di FABIO NUCCI Per le tariffe locali si parte dai dieci euro già pagati in più rispetto al 2011 per la Tia a Perugia, ad esempio, ai quasi 20 euro che una famiglia dai consumi medio bassi si ritrova a sborsare per le tariffe idriche di Umbra Acque. Ma questi sono solo l’ assaggio della stangata in arrivo i cui conti che secondo Federconsumatori dell’ Umbria, aggiungendo luce, gas e costi energetici (riscaldamento e carburanti) a fine anno peserà circa 790 euro sui bilanci domestici. Se a questo si aggiunge la maggiore spesa per pedaggi e parcheggi (circa 35 euro), per la rc auto (altri 60 euro) e la maggiorazione applicata sui bollettini postali (la cui tassa è salita di 20 cent) si arriva a un aggravio di circa 900 euro annui. «L’ osservatorio nazionale conferma che le tariffe umbre di nettezza urbana e servizio idrico – spiega Alessandro Petruzzi, presidente regionale di Federconsumatori – sono tra le più care in Italia. Quanto al costo a metro cubo del servizio idrico, l’ Umbria è seconda solo alla Toscana e in 5 anni le tariffe hanno subito aumenti che in alcune aree hanno raggiunto il 30%. Quanto all’ energia elettrica le maggiori addizionali provinciali ci portano ad essere più cari della media». Un balzello che riguarda anche sulla rc auto e che in provincia di Perugia pesa per il 16%. «Consideriamo l’ impennata delle tariffe immotivata – aggiunge Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e in questo momento le province potrebbero fare uno sforzo togliendo tale balzello del quale molta gente non conosce l’ esistenza e che appare più che mai inopportuno». C’ è anche chi chiede una moratoria. «Riproporremo il blocco locale e nazionale delle tariffe – aggiunge Salvatore Lombardi, presidente regionale di Confconsumatori – perché in dieci anni sono cresciute in modo inaccettabile. Chiediamo anche di introdurre altre fasce di esenzione: non basta agevolare chi ha un reddito inferiore a 7.500 euro. Occorre pensare anche a un ceto medio-basso che scivola verso condizioni di semi povertà, per questo chiediamo ai fornitori di servizi di pubblica utilità di introdurre sconti progressivi anche per le fasce sotto i 15mila e i 20mila euro di reddito. Nei servizi a domanda individuale, i Comuni dovrebbero prestare maggiore attenzione anche alle famiglie con figli». Quanto all’ incremento della tassa sui bollettini postali, Federconsumatori Umbria parla di «intervento grave operato in tempi di crisi e in regime di monopolio che in sei mesi porterà nelle casse delle poste almeno 45milioni prelevati dalle tasche degli italiani». L’ impennata delle tariffe porta molti cittadini a cercare risparmi a tutti i costi che nel caso della spesa telefonica, però, produce anche effetti negativi. «Ci sono che passano da un gestore all’ altro senza tenere conto di vincoli e penali – spiega Carla Falcinelli – ritrovandosi poi costrette a pagare oltre 200 euro di penali per aver interrotto il rapporto con l’ operatore che, magari, aveva fornito a rate anche telefonino, router o chiavetta». Anche i cambi di gestore di luce e gas nascondono qualche insidia. «Non ci sono penali da pagare ma in alcuni casi rileviamo ritardi nell’ acquisizione dei dati effettivi dei consumi, necessari per la fatturazione», aggiunge la Falcinelli che avverte: «Chi cambia gestore, con la prima bolletta del nuovo si ritrova anche l’ eventuale debito pregresso contratto con il precedente fornitore: un accordo tra aziende per limitare il fenomeno della portabilità usata per non pagare vecchie fatture». A proposito di bollette, quelle idriche del perugino non saranno scontate del deposito cauzionale versato. Umbra Acque ha infatti confermato che, pur prendendo atto del parere della commissione camerale, ha sospeso l’ applicazione del deposito cauzionale sui nuovi contratti. Il gestore ha inoltre ribadito che l’ unico sistema per la restituzione automatica della cauzione è chiedere la domiciliazione bancaria.
 
 

 

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