29 Dicembre 2004

Tariffe, stangata in vista

Tariffe, stangata in vista

Nel 2005 ogni famiglia spenderà 1.176 euro in più

ROMA Il 2005 sarà ancora un anno di passione per le famiglie italiane, alle prese con rincari di prezzi e tariffe. Secondo le stime dell`Intesaconsumatori, il nuovo salasso per gli italiani sarà di oltre 1.176 euro a famiglia, con consumi annui che passeranno da un totale di circa 27.139 euro ad oltre 28.315 euro. I principali imputati degli aumenti – secondo le stime – saranno in termini assoluti i rincari legati ai prodotti alimentari (197 euro in più, +3,9% rispetto al 2004), mentre in percentuale saranno i tabacchi a tirare di più (+10,3%), visto anche l`aumento delle accise sulle sigarette previsto dalla Finanziaria che si tradurrà in un inevitabile rincaro dei pacchetti. Ma gli aumenti non risparmieranno neanche la scuola (+6,8%), i mobili e i servizi per la casa (+5,2%), le assicurazioni rc auto (anch`esse +5,2%) e i servizi bancari, che aumenteranno del 5%. Decisamente più caro (le associazioni calcolano del +5,7%) anche mangiare fuori e andare in vacanza, visti gli incrementi dei prezzi del capitolo alberghi, ristoranti e pubblici esercizi. In più, lamenta l`Intesa, «il 2005 sarà aggravato da politiche economiche, inserite in Finanziaria, che accentuano le stangate su bolli (anche sui conti correnti bancari), concessioni, tariffe autostradali, Ici, Tarsu, Irpef e Irap regionali per un controvalore di 10,2 miliardi di euro a fronte di riduzioni fiscali pari a 5,7 miliardi di euro. Il saldo è dunque negativo per 4,5 miliardi, con un aggravio di oltre 200 euro a famiglia». La Finanziaria prevede effettivamente aumenti di bolli, imposte di registro, tasse di concessione governative, imposte ipotecarie e catastali (tributi tra cui figurano le marche per il passaporto e per i brevetti, il bollo applicato sui conti correnti e i tributi speciali richiesti per le visure catastali) per un valore di 1.120 milioni di euro nel 2005. Questa la mappa dei principali rincari del 2005 secondo le quattro associazioni dell`Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori): BOLLETTE: complici le ultime fiammate del greggio che ancora non si sono fatte sentire sulle utenze domestiche, gli aumenti non risparmiano luce e gas. Secondo l`Intesa, il prossimo anno gli italiani dovranno pagare 25 euro in più (+4,8%) per la luce (per un totale di spesa di 321 euro) e 15 euro in più (+2,8%) per il gas (per una spesa complessiva di 732 euro). Rincari sono previsti anche per l`acqua: la decisione spetta a livello locale ma Federgasacqua ha chiesto di portare da 0,90 a 1,30 euro il prezzo medio a metro cubo per procedere all`ammodernamento delle reti. BEVANDE E TABACCHI: E` la voce che in percentuale subirà gli aumenti più consistenti: 76 euro in più all`anno, pari al +10,3%, per una spesa complessiva di 808 euro. ALIMENTARI: Per mangiare le famiglie italiane spenderanno l`anno prossimo 197 euro in più (+3,9%). La spesa annua complessiva passerà così da 5.096 a 5.293 euro. ABITAZIONE: La voce più consistente in termini di spesa registrerà un incremento dei prezzi del 3,1%. La spesa nel 2005 arriverà a 6.348 euro, 192 euro in più rispetto ai 6.156 dello scorso anno. SANITA` E SALUTE: L`aggravio secondo i consumatori sarà di 67 euro (+4,8%). Si passerà dai 1.388 euro spesi nel 2004 ai 1.455 del 2005. CIA: SI SPENDE PIU` PER TELEFONI CHE FRUTTA E VERDURA – La spesa per frutta e verdura pesa meno, nelle tasche degli italiani, dei costi per telefonia mobile e fissa. E` quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori nel sottolineare che, negli ultimi 30 anni, la spesa per l`alimentazione,e in particolare quella di frutta e verdura, è scesa del 18,8% mentre quella per telefonia e trasporti è salita del 19,4%. «Tra frigo pieno e telefonino gli italiani, numeri alla mano, preferiscono alimentare il flusso di comunicazioni su cellulare. Eppure – ricorda la Cia – al costo medio di una ricarica da 20 euro per telefonia mobile si potrebbero acquistare dai produttori circa 70 chilogrammi tra frutta e verdura». Sempre secondo la Coldiretti «nel 2005 non diminuirà il trend di crescita (+10%) fatto registrare dagli italiani che fanno la spesa direttamente dagli imprenditori agricoli, per risparmiare e garantirsi alimenti di qualità a prezzi convenienti». In particolare l`organizzazione agricola sottolinea che, complice il caro prezzi e soprattutto la voglia di garantirsi la qualità dei cibi e delle bevande acquistate, quasi tre italiani su quattro (71%) nel 2004 hanno comperato prodotti direttamente dalle imprese agricole e, nonostante le difficoltà e i costi per raggiungere le aziende nelle campagne, solo in un caso su dieci (12%) lo hanno ritenuto poco conveniente, mentre la stragrande maggioranza esprime un giudizio positivo.

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