28 Dicembre 2012

Tariffe, stangata da 1.500 euro per ogni famiglia

Tariffe, stangata da 1.500 euro per ogni famiglia

MARCO GENTILI Il 2013 deve ancora iniziare, ma piace già molto poco agli italiani. Il nuovo anno infatti porterà una stangata da quasi 1.500 euro a famiglia, stando alle previsioni di Adusbef e Federconsumatori. Nel paniere di spesa delle famiglie italiane cresce praticamente tutto, dal canone Rai (+1,5 euro, che porterà il tributo a 113,50 euro l’ anno) alle contravvenzioni (+6%), dalle tariffe aeroportuali (+8,5 euro a biglietto), fino a quelle postali (dal 15% al 40% in più per la posta prioritaria, del 58,3% per il bancoposta il cui canone annuo salirà da 30,99 a 48 euro). Aggiungendo a questo anche il previsto aumento dell’ Iva (due punti in più da luglio 2013), il risultato per l’ anno alle porte sarà «drammatico»: 1.490 euro in più di spese. Ma la vera mazzata arriverà ad aprile con la Tares, la nuova tassa comunale sui rifiuti. Che sarà del 25% (circa 64 euro) più salata rispetto a quella del 2012. A salire saranno però anche i prezzi degli alimentari (+5%, 299 euro in più legati all’ incremento dei prezzi internazionali delle derrate), l’ assicurazione auto (+5%, 61 euro in più) e le tariffe professionali e artigianali (114 euro in più). Crescono, ma a ritmi ridotti, anche le bollette di luce e gas. Con queste premesse, di certo i saldi invernali non salveranno la stagione dei commercianti. Il Codacons prevede un trend negativo nell’ andamento delle svendite di gennaio, che le famiglie affronteranno con le tasche vuote e con pochissima voglia di spendere altri soldi dopo le feste natalizie. Secondo l’ associazione, rispetto ai saldi invernali del 2009, il budget che le famiglie dedicheranno allo shopping sarà addirittura dimezzato. Quattro anni fa, infatti, la spesa media durante i saldi era di 450 euro (fonte Confcommercio); per i prossimi saldi in partenza il 2 gennaio le famiglie spenderanno una media di 224 euro, con una contrazione del 50,2%. Sud: Pil a picco Intanto Confindustria lancia l’ allarme sul Pil nel Mezzogiorno: tra il 2007 e il 2011 il Prodotto interno lordo del Sud Italia ha subito una riduzione di quasi 24 miliardi di euro (-6,8%); più di 16 mila imprese hanno cessato di esistere e si sono persi per strada 330mila posti di lavoro. Quasi la metà di questi sono scomparsi in Campania. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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