17 Luglio 2010

Tariffe minime per i Tir l´Antitrust contro il governo

ROMA – Tornano le tariffe minime per gli autotrasportatori. Lo ha deciso ieri il Consiglio dei ministri addirittura ricorrendo a un decreto legge. Un´urgenza dettata dalla minaccia dei padroncini di proclamare lo sciopero e provocare così il blocco del trasporto delle merci. Il provvedimento recepisce un accordo firmato a giugno tra il governo e alcune (non la Confindustria) associazioni del settore. Un testo simile era stato presentato sotto forma di emendamento alla manovra ma poi non è entrato a far parte della versione finale sulla quale il Senato ha votato la fiducia. Le tariffe minime in questo settore erano state tolte quattordici anni fa, nel 1996. Il loro ripristino fa il paio con la proposta del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di tornare indietro anche nell´attività forense e cancellare l´abolizione delle tariffe minime per gli avvocati decisa con le "lenzuolate" di Bersani. Durissima e davvero senza precedenti la presa di posizione del presidente dell´Antitrust, Antonio Catricalà, che ha accusato l´esecutivo di contraddittorietà rispetto agli annunci di prossime liberalizzazioni. Catricalà ha finito per invitare il Parlamento a non convertire il decreto. Identica la linea della Confindustria: «Un precedente grave che apre il fianco ad altre rivendicazioni corporative». D´accordo anche il Codacons. Il decreto reintroduce di fatto un meccanismo di tariffe minime, definite con accordi di settore, giustificandole con i costi che ciascun trasportatore deve sostenere sul fronte della sicurezza. Un sistema, in sostanza, che garantisce ai trasportatori un livello minimo di introito indipendentemente dalla qualità del servizio offerto. E che riduce gli spazi di negoziazione tra il trasportatore e il committente. Questo schema – tra l´altro – non riguarda un eventuale trasportatore straniero che potrebbe quindi entrare sul mercato facendo prezzi più bassi. Lo stesso Antitrust, in una segnalazione inviata al governo e al Parlamento, durante la discussione sulla manovra, aveva sottolineato come il rispetto della sicurezza si potesse perseguire attraverso soluzioni diverse a cominciare dal rafforzamento delle attività di controllo da parte degli organismi competenti. Il rischio vero, come dimostra proprio la breccia aperta qualche mese fa con la proposta di tornare alle tariffe minime per gli avvocati, è che si determini un effetto emulativo, che tutti, cioè vogliano la tariffa minima. Lo ha ribadito ieri Catricalà: «Ora c´è il rischio che altre categorie chiedano lo stesso privilegio, ai danni della concorrenza e dei consumatori». A difesa del decreto si è schierato – ovviamente – il presidente della Fai Conftrasporto, Paolo Uggè, che è stato anche sottosegretario ai Trasporti nel passato governo Berlusconi: «Catricalà dice cose inesatte, assurde, fuori dalla sue competenze e travestite da auspici. Eviti di entrare a gamba tesa sulle decisioni del governo».
 

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