30 Dicembre 2020

Tariffe luce e gas, associazioni dei consumatori: “Italia ai vertici in Europa per aumenti”

La denuncia di Codacons, UNC, Consumerismo, Coldiretti e Federconsumatori. Calcolati in media 73 euro in più a famiglia

(Teleborsa) – L’incremento delle tariffe del +4,5% per la luce e del +5,3% per il gas deciso oggi dall’Autorità di regolazione Energia Reti e Ambiente (Arera) e in vigore dal primo gennaio 2021 è una pessima notizia per i consumatori italiani. E le associazioni dei consumatori insorgono.

“Per le famiglie il 2021 si apre all’insegna dei rincari, con le bollette della luce che aumenteranno del +4,5% e quelle del gas del +5,3%. Incrementi che – commenta il presidente del Codacons Carlo Rienzi – pesano come un macigno sulle tasche degli italiani perché arrivano nel momento in cui le famiglie, già impoverite dall’emergenza sanitaria, fanno un maggiore uso di energia e del riscaldamento, determinando così un forte aggravio di spesa”. Da qui l’appello del Codacons che invita il Governo a mettere mano al settore energetico alleggerendo la spesa per i consumatori. “Chiediamo al premier Giuseppe Conte – afferma Rienzi – di tagliare per tutto il 2021 oneri di sistema e balzelli vari che pesano sulle bollette luce e gas, per contenere i pesanti rincari tariffari del nuovo anno”.

Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, con i nuovi rincari una famiglia tipo arriverà a spendere dal 1 gennaio al 31 dicembre 2021, nell’ipotesi di prezzi costanti, 23 euro in più per la luce e 50 euro per il gas. Una maggior spesa complessiva pari, quindi, a 73 euro. “Una doccia gelida per i consumatori e una pessima notizia. Un rialzo – afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori – tra i più elevati di sempre: il nono più alto per la luce ed il settimo per il gas. Se poi si considera che si aggiunge al rincaro record del trimestre precedente, quando con il +15,6% della luce ed il +11,4% del gas si era raggiunto il primato storico, ecco che la stangata non può che mandare in tilt i bilanci delle famiglie, già in difficoltà per via dell’emergenza Covid”.

Sull’aumento delle tariffe luce e gas, per Consumerismo No Profit, pesa il mancato adeguamento delle modalità di determinazione del prezzo, ancora eccessivamente legate ai mercati energetici e alle loro fluttuazioni e speculazioni. Abnorme poi – continua l’associazione – è la tassazione che vige sulle bollette: a partire dall’1 gennaio i consumatori pagheranno il 34% di oneri e imposte sulle bollette della luce e addirittura il 44,2% su quelle del gas. “Invitiamo Arera a individuare ogni possibile forma di calmierazione dei prezzi onde evitare un ulteriore peggioramento della già grave situazione di famiglie e imprese italiane impoverite dall’emergenza sanitaria – afferma il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele –. Occorre inoltre intervenire sul fronte della pressione fiscale, perché il livello di tassazione vigente sulle bollette italiane pone il nostro paese ai vertici in Europa per il caro-tasse sull’energia”.

Un aumento, quello delle tariffe energetiche, che pesa sui conti delle famiglie ma – come rileva la Coldiretti – anche sui costi delle imprese e rende più onerosa la produzione e la commercializzazione in una situazione fortemente condizionata dall’emergenza Covid. “L’aumento della spesa energetica ha un doppio effetto negativo perché – sottolinea la Coldiretti – riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare con l’inverno. Il costo dell’energia si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione e la distribuzione. I consumi alimentari degli italiani fanno segnare un calo del 12% nel 2020 per effetto del crollo del canale della ristorazione che non viene compensato dal leggero aumento della spesa domestica, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Ismea. La spesa per mangiare degli italiani è tornata indietro di dieci anni su valori del 2010 ed a pesare – conclude la Coldiretti – è la crisi della ristorazione dove l’aumento delle bollette va ad aggravare una situazione di sofferenza per le chiusure forzate, difficoltà economiche, lo smart working e il crollo del turismo”.

Unica nota positiva arriva da Federconsumatori che esulta per l’introduzione dell’automatismo dei bonus sociali di sconto sulla bolletta. “Dal 1 gennaio 2021 – sottolinea Federconsumatori – chi ne avrà diritto non dovrà più presentare la domanda, ma l’erogazione sarà gradualmente riconosciuta in maniera automatica. Come da noi più volte richiesto, a incrociare le informazioni, in modo che il bonus sia assegnato automaticamente in bolletta, saranno direttamente i soggetti che gestiscono i dati sulle utenze e l’ISEE (Acquirente Unico e Inps)”. Nonostante questa importante novità, rimane il fatto che in una fase tanto difficile come quella attuale, in cui le famiglie stanno facendo i conti con le dure conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria, – rileva l’associazione – sarà difficile far fronte a tali costi. “In tal modo – prosegue Federconsumatori – rischiano di aumentare le disparità esistenti anche in tale settore, accrescendo il fenomeno della povertà e della discriminazione energetica, già dilagante prima dell’emergenza sanitaria e che colpisce soprattutto persone anziane e giovani. Proprio in quest’ottica, come rivendichiamo da tempo, è giunto il momento di agire concretamente sul versante della tassazione mettendo in atto una riforma complessiva di oneri accise e balzelli che, in vario modo e in varia misura, pesano sulle tasche dei cittadini. Particolarmente onerosi gli oneri di sistema in bolletta per una riforma dei quali abbiamo sostenuto una petizione. Questi servono a finanziare tra le altre cose gli sgravi alle imprese energivore (ovvero quelle aziende che consumano enormi e smisurate fronti di energia), la cui applicazione continua a perpetrare una politica in totale contraddizione rispetto gli annunci del Governo all’insegna di una svolta green”.

Da Federconsumatori arriva infine un chiarimento sull’abolizione del mercato tutelato. “Dal 1 gennaio – sottolinea l’associazione – tale opzione non sarà più possibile per le pmi, ma non per le famiglie, il cui obbligo di passaggio al mercato libero è slittato al 1 gennaio 2022. Sono ancora molti, infatti, i cittadini che vengono letteralmente minacciati da venditori senza scrupoli che, approfittando della confusione creata in materia dai continui slittamenti, li inducono a un passaggio forzato facendo leva sull’imminente falsa scadenza”.

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