2 Luglio 2018

Tariffe idriche l’ Autorità energia multa il Comune

catanzaro Ha violato la regolazione tariffaria del servizio idrico integrato. Con questa motivazione l’ Autorità di regolazione per energia, reti e ambienti (Arara) ha sanzionato il Comune di Catanzaro in riferimento all’ applicazione di tariffe, dopo la deliberazione 523/2014, senza la prevista decurtazione del 10% e continuando ad applicare quella previgente relativa al 2012; inoltre Palazzo De Nobili non aveva introdotto una precisa componente tariffaria obbligatoria. Elementi rilevati a marzo 2015 durante une verifica ispettiva dell’ Autorità in collaborazione con il Nucleo speciale tutela mercati della Guardia di Finanza. Da qui l’ irrogazione già all’ epoca di una sanzione da 88.200 euro che se pagata per un terzo entro trenta giorni dalla comunicazione e la cessazione delle condotte contestate avrebbero portato al’ estinzione del procedimento sanzionatorio. Ma se da un lato il Comune ha ottemperato al pagamento di un terzo dell’ importo, dall’ altro non ha cessato le condotte contestate. Da qui la sanzione della quota mancante, ovvero di 58.800 euro. Di fronte a tale quadro il Codacons ha subito inoltrato un esposto alla Corte dei conti: «Chi deve pagare adesso? E, soprattutto, perché?». L’ associazione parla di «valzer delle dimenticanze». In buona sostanza, ricostruisce, «il Comune non ha ritenuto di applicare la delibera 523/2014/R/idr, per cui nelle fatture dell’ acqua per l’ anno 2012 ha “dimenticato” di applicare la decurtazione del 10% e, per le fatture già pagate, ha “dimenticato” di restituire la differenza». Già a gennaio il Codacons aveva denunciato che «il Comune aveva “dimenticato” di prevedere nelle fatture la componente tariffaria UI1. Purtroppo – afferma Francesco Di Lieto, del Codacons – siamo stati facili profeti tanto da scrivere al sindaco già in tempi non sospetti». Infine la “dimenticanza” decisiva: «L’ Ente ha pagato i 22.400 euro ma ha “dimenticato” di porre fine alle condotte vessatorie». Alla luce di ciò, il Codacons pretende ora «che nessuno si azzardi a scaricare i costi di queste multe sulle bollette dei cittadini. Dinnanzi ad un comportamento imbarazzante, con una serie di dimenticanze preoccupanti e al cospetto di un atteggiamento persecutorio verso gli utenti, abbiamo ritenuto doveroso – conclude Di Lieto – che la magistratura faccia luce e su chi sarà chiamato a pagare questi 90mila euro».

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