3 Marzo 2003

Tariffe: E` Allarme Luce-Gas, Pesa Petrolio Ma Non Solo

E` allarme rosso sul fronte delle bollette della luce e del gas. Il petrolio incombe e dopo l`aumento già scattato a inizio anno rischia di far lievitare – secondo le prime stime – di un altro 4% il costo dell`elettricità e dell`1,8% quello del gas dal prossimo primo aprile. E sullo sfondo pesa anche un altro fantasma: l`impatto del recente decreto legge sugli strandend cost e sulla penalità idroelettrica, che potrebbe aggravare la spesa complessiva per la luce degli italiani fino ad altri 1,5 miliardi di euro quest`anno. All`indomani delle prove generali di guerra sui mercati petroliferi che hanno visto il greggio tornare a 40 dollari al barile ed i prezzi della benzina raggiungere i nuovi record degli ultimi due anni, il presidente dell`Authority per l`energia apre la giornata annunciando una “stagione di aumenti“ senza sbilanciarsi sui numeri. Che però arrivano dalle prime stime del Rie (Ricerche Energetiche di Bologna) che prevedono per il primo aprile un nuovo rincaro del 4% per la luce e dell`1,8% per il gas: un`indicazione che se confermata peserebbe sulle tasche degli italiani per 20 euro in più l`anno che, considerando anche gli aumenti già scattati dal primo gennaio, porterebbe l`aggravio complessivo a 45 euro in più rispetto alla fine del 2002. L`Authority prova comunque a ridimensionare l`allarme e parla, in una nota nel pomeriggio, sì di aumenti ma non di “brusche“ fiammate delle bollette. E ricorda che il nuovo meccanismo di indicizzazione messo a punto proprio dall`autorità a fine 2002 per contenere l`effetto greggio consente di “contemperare“ i picchi segnati dal greggio nelle ultime settimane. Il nuovo meccanismo di indicizzazione – ricorda – allunga infatti il periodo di riferimento preso in esame (a 9 mesi per il gas e 6 per la luce) per l`adeguamento delle bollette all`andamento del greggio. Permettendo cioé di spalmare su un più lungo periodo le oscillazioni del greggio ne riduce l`impatto. Ma conferma che “Il trend degli ultimi mesi fa prevedere aumenti a partire dal prossimo aprile“. L`Authority si dice inoltre pronta a “compensare“ l`impatto del decreto legge sugli stranded cost sulle tariffe. Un impatto che – secondo quanto si desume dalle stesse stime contenute in alcune tabelle depositate oggi dallo stesso Ranci in un`audizione alla Camera – lascia intendere il rischio che il provvedimento possa arrivare, quest`anno a pesare sulla spesa complessiva degli italiani per 1,55 miliardi di euro.
Ranci risponde così anche al presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, Bruno Tabacci, che oggi al termine della sua ricognizione attraverso una serie di audizioni sul decreto legge, aveva rilevato l`impatto negativo “iniziale“ del provvedimento sulle bollette, chiamando in causa l`Authority e invitandola a trovare una soluzione per ammorbidire l`impatto dell`eventuale “scalino“. Di una brusca impennata cioé delle bollette. Il decreto legge sembra comunque `promosso`: tutti convinti, da Ranci a Tabacci, passando per Enel, Confindustria e Federelettrica, che il provvedimento del Governo sia necessario. Non solo per agevolare l`avvio della borsa elettrica. Ma anche per fare chiarezza sul quadro e dare certezza agli operatori e al mercato. Anche in vista – ricorda Tabacci – di un eventuale collocamento di una nuova tranche dell`Enel.
E proprio il presidente della Spa elettrica, Piero Gnudi, alla quale il decreto legge costerà circa 1,2 miliardi di euro fino al 2006 (quale saldo tra manctai ricavi legati agli stranded ed i guadagni per la soppressione della penale Hydro) tiene a precisare che “a fronte di questo danno le imprese ritengono che i mercati apprezzeranno il chiarimento del contesto“. Anche sul fronte del titolo. I contenuti del decreto – ha poi spiegato Tabacci – giustificano “l`urgenza“ del provvedimento perché “consente anche di mettere chiarezza nei rapporti Enel-Edison in merito alla cessione di Eurogen che senza una definizione degli stranded cost avrebbero potuto sfociare in procedure giudiziarie“. E può anche costituire la sede per risolvere il nodo del decreto salva centrali consentendo di superare il blocco derivante dalla non conversione in legge del relativo provvedimento. “Si può infatti trovare – ha confermato Tabacci – una soluzione per recuperare sostanzialmente nel dl sugli stranded cost, i contenuti di quel provvedimento senza cadere in una formale reiterazione: stiamo lavorando su questa strada – ha poi concluso per dare piena operativà alle misure salva-centrali. Naufraga invece definitivamente il progetto di riconversione a carbone di Civitavecchia dopo le nuove opposizioni al progetto degli enti locali. Come annunciato dallo stesso Gnudi: “rinuciamo“ ha infatti detto il presidente del gruppo elettrico in audizione. E sul tema caro-bollette molte le reazioni. A cominciare da quelle dei consumatori. L`Intesa chiede al Governo di intervenire con un bonus fiscale di 0,075 euro al litro di carburante, così da calmierare sia i prezzi della benzina che le bollette della luce e del gas. Pessimista anche l`Adiconsum, per la quale il rischio rincari di oggi “potrebbe non essere l`ultimo aumento previsto“. Preoccupate anche le piccole e medie imprese. La Confartigianato, pur “apprezzando gli sforzi del Governo per accelerare la liberalizzazione del mercato dell`energia“, si dice convinta che le stime diffuse da Ranci confermano “i rischi di aumenti delle tariffe elettriche che avevamo paventato quando il dl sugli stranded cost fu approvato“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this