Tariffe, consumatori sul piede di guerra
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fonte:
- Il Nuovo.it
L`Intesa boccia senza appello l`ipotesi di aumenti ventilata da Lunardi. “Sono pericolosi e ingiustificati“. E il 16 settembre scatta lo sciopero dei biglietti del treno e dei pedaggi autostradali.
ROMA – E` sempre più aspra la battaglia sul caro-casello. La Società Autostrade, sostenuta dal ministro delle Infrastutture e dei Trasporti, Pietro Lunardi, chiede, e non da adesso, un incremento del ticket. Una misura, si sostiene, ritenuta indispensabile per assicurarsi risorse e così finanziare un piano di investimento da circa 8 miliardi di euro. L`altro giorno Lunardi, che aveva dato il là al dibattito, ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche. “Gli aumenti saranno contenuti“, ha assicurato il ministro. Rimettendosi alla decisione finale del Cipe, che tornerà a riunirsi a settembre. Nella speranza che dopo la pausa estiva si arrivi ad una proposta unitaria in materia di tariffe autostradali.
Ma il ventilato “ritocco“ dei pedaggi a partire dal prossimo autunno continua a far discutere. E? nota la resistenza del superministro dell?Economia Giulio Tremonti, così come la ferma intransigenza dell`intero sindacato. Un “no“ che viene condiviso anche dagli “utenti“ più robusti.
L`Intesa (che raccoglie Adoc, Adusbef, Federconsumatori, Codacons) oggi è scesa ufficialmente sul piede di guerra. ?Gli aumenti sono pericolosi e ingiustificati, a fronte di servizi spesso scadenti e di scarsa qualità?, è il senso della posizione dell`Intesa. Che anzi ricorda che una recente delibera dei Nars ha certificato ampi spazi, non già per aumentare, ma per diminuire i pedaggi autostradali del 3,6% nel 2003, del 9,1% nel quinquennio 2003-2007. Nel mirino c`è proprio Lunardi, il quale dovrà presto sobbarcarsi ondate di proteste e di agitazioni. L`appuntamento è per il 16 settembre, quando assieme allo sciopero della spesa, l`Intesa metterà in scena anche uno sciopero dei biglietti del treno e dei pedaggi autostradali.
Carlo Pileri spiega così l`iniziativa, annunciata oggi: “Per non pagare – avverte il presidente dell`Adoc – proporremo per quel giorno ai cittadini soluzioni alternative alle autostrade ed ai treni“. Ma oltre allo strumento delle agitazioni, l`Intesa dei consumatori è pronta a battere altre strade. L?intenzione è quella, quanto prima, di rivolgersi al Tar del Lazio per bloccare qualsiasi aumento tariffario. E non è finita qui. E` allo studio l`ipotesi di verificare con propri rappresentanti il price-cap, che oggi è concepito come un meccanismo di auto-valutazione dei gestori dei servizi sull`efficienza dei loro stessi standard, “un po? come chiedere all`oste se il vino è buono“.
“La regola va cambiata subito – continua Pileri – per fare chiarezza e ridare credibilità la verifica deve essere fatta da chi rappresenta gli utenti, non dai gestori che forniscono il servizio e lo giudicano secondo i criteri da loro stessi fissati“.
Ma nella contesa sulle tariffe, i consumatori potranno contare su un alleato di peso e di prestigio come quel Giancarlo Elia Valori, presidente degli industriali romani e dell`Aiscat, cioè dell`organizzazione che rappresenta le concessionarie autostradali, compresa la Società Autostrade.
L`Intesa ha apprezzato le parole decise con cui Valori si è schierato contro i rialzi. E per dimostrarglielo gli ha spedito una lettera di apprezzamento e la proposta di una vera e propria azione comune.
“La sensibilità dimostrata da un così importante esponente della classe dirigente italiana nel cogliere i pericoli di un ulteriore rincaro della vita innescato dal caro-tariffe nei trasporti (ferrovie, autostrade, trasporti urbani, ecc.) è di grande importanza – chiosa Pileri – Se Valori vorrà proseguire nella difesa degli interessi di tutti per evitare un ulteriore perdita di potere d`acquisto delle famiglie, nell`ordine del 4-5% il prossimo anno, ben venga la collaborazione“.
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