28 Dicembre 2002

Tariffe: congelati i rincari delle Ferrovie

ROMA Il 2003 si conferma nascere sotto il segno dei rincari. Tranne che per i treni. Il governo scende infatti in campo congelando qualsiasi ipotesi allo studio per un aumento delle Fs (si era ventilato un più 3,5-4%). Ma intanto arriva la conferma che le bollette della luce e del gas saliranno dal primo gennaio, rispettivamente, del 2,5 e del 2,2 per cento con un impatto sul portafoglio delle famiglie italiane di 18 euro in più all`anno. E viene confermato l`annunciato aumento dell`1,52% dei pedaggi autostradali.
Di certo, dal primo gennaio, c`è poi già il rincaro del canone Rai (+3,5%). E quello delle assicurazioni oggetto ancora di un balletto di cifre ma che difficilmente sarà minore di quel 5-6% al netto dell`inflazione già ammesso dall`Ania. Dalla primavera saliranno poi le sigarette (più 20 cent per la tassa sul fumo introdotta dalla Finanziaria). Ed in agguato potrebbero esserci anche nuove brutte sorprese per il 2003: nulla è ancora deciso ma in ballo potrebbero esserci infatti aumenti anche per l`acqua, la nettezza urbana, i bollettini postali ed i trasporti locali.
Dai sindacati alle organizzazioni di categoria, passando per quelle dei consumatori, pressing sul governo. La Cgil rivendica un adeguamento dei salari al costo della vita e definisce gli attesi rincari «il risultato della scellerata distruzione della politica dei redditi». «L`unica soluzione – gli fa eco la Uil – è quella di mettere in atto una adeguata politica di tutela dei salari e delle pensioni» per evitare che gli aumenti delle tariffe gravino eccessivamente sui lavoratori. Dello stesso avviso la Cisl, con il leader Savino Pezzotta e il segretario confederale Pierpaolo Baretta, che chiedono al governo di intervenire sul problema delle tariffe, aprendo sull`argomento una discussione seria. «Non è possibile – spiega inoltre Pezzotta – che a un calo della pressione fiscale centrale previsto dalla Finanziaria corrisponda un`ondata di rincari locali». L`intesa dei consumatori insiste intanto affinché gli adeguamenti non superino il tasso programmato di inflazione dell`1,4%, annunciando che, per le famiglie italiane, c`è in agguato nel 2003 una maggiore spesa annuale che, tra le varie voci, bollette e tariffe, arriva a sfiorare i 300 euro. Un maggior esborso da caricare sulle spalle dei consumatori che già quest`anno – secondo Codacons, Adusbef, Adoc e Federconsumatori – hanno perso, in media, 1.500 euro di potere d`acquisto. Le confederazioni dei commercianti, degli esercenti e degli artigiani, lanciano intanto l`allarme anche sui riflessi che tali aumenti potranno avere sull`intera economia: il peso – dice Confartigianato – si sentirà anche sui consumi, e quindi sull`andamento generale del sistema Italia. I rincari – gli fa eco la Confartigianato – «rischiano inoltre di minare la fiducia delle pmi». Servono, pertanto, «interventi strutturali per colmare il divario che separa l`Italia dall`Europa e – ricordano gli artigiani – compromette la competitività delle nostre aziende». La Confesercenti chiama invece direttamente in causa il governo che si «deve impegnare affinché gli aumenti tariffari non sfondino il tetto dell` inflazione programmata». L`Adiconsum sposta invece il tiro «sulla speculazione di banche, commercianti e assicurazioni», invitando a non continuare ad addossare tutte le responsabilità sull`euro.

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