21 Dicembre 2004

Tariffe, 270 euro in più a famiglia dalla stangata del prossimo anno

ROMA. Oltre 50 euro in più di Ici, 15 euro in più di luce, 20 in più di gas. Sono alcuni degli aumenti tariffari che, secondo l`Intesaconsumatori, gli italiani dovranno fronteggiare a partire dal primo gennaio 2005. Un anno, sottolineano le associazioni dell`Intesa, in cui le famiglie vedranno assottigliarsi i loro portafogli di oltre 270 euro a causa dei diffusi aumenti di tariffe e tasse varie. L`aumento maggiore è proprio quello della tassa sugli immobili, il cui rincaro dovrebbe oscillare, secondo le stime dei consumatori, tra i 50 e i 58 euro. Ma la «stangata» – ricordano – arriverà anche sulle bollette telefoniche: se infatti passerà la già contestata richiesta di modifica delle tariffe avanzata da Telecom, il rincaro annuo, spiegano le quattro associazioni dell`Intesa, sarà di 37 euro a famiglia. Aumento di 32 euro anche per i bolli (compresi quelli sui conti correnti bancari) e di 25 euro per le spese bancarie. Sul lato carburanti, sarà il caro-gasolio a pesare di più sulle tasche degli automobilisti: per il diesel è infatti stimato un aumento di 1 euro a pieno legato ai nuovi obblighi europei che dal primo gennaio impongono la commercializzazione solo del carburante a basso tenore di zolfo. I consumatori valutano quindi mediamente 28 euro in più in un anno l`impatto per le famiglie con auto diesel. Infine il già previsto rincaro del 2,5% dei pedaggi autostradali annunciato la scorsa settimana, porterà ad un aggravio annuo di 11 euro. «Così – affermano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – la convergenza degli aumenti di gasolio ed autostrade provocherà una ricaduta nella determinazione dei prezzi dei beni di largo consumo e, quindi, sul tasso di inflazione dello 0,1%, pari ad un ulteriore esborso di 27 euro l`anno». In totale, continuano le associazioni, gli italiani dovranno quindi spendere in un anno 272 euro in più. «Da tutto ciò si evince – conclude l`Intesa – come questo governo, perseguendo una politica economica sbagliata e varando una legge Finanziaria iniqua, non faccia altro che danneggiare le famiglie italiane già impoverite da tre anni di incredibili aumenti di prezzi e tariffe». Insomma, l`esecutivo «promette di dare con una mano e toglie con l`altra». RAI: CANONE 2005 RESTA INVARIATO A 99,60 EURO – Nessun aumento per il canone Rai che per il 2005 resta uguale al 2004, a 99,60 euro. Lo ha reso noto il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri.. «La decisione di mantenere invariato il canone tutela i consumatori». Lo ha detto Gasparri, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi in cui ha annunciato che il canone 2005 rimarrà a 99,60 euro come nel 2004. «La decisione di tenerlo fisso – ha spiegato il ministro – è un messaggio tranquillizzante e positivo del governo ma tiene conto anche dei bilanci positivi di Viale Mazzini». «La Rai ha avuto un`ottima gestione con un attivo nel 2003 di 25 milioni di euro – ha detto ancora Gasparri – e anche per il 2004, nonostante i cospicui investimenti, ad esempio per i diritti sportivi, il bilancio chiuderà in attivo. Cosa che permette di non chiedere un sacrificio ai consumatori». Gasparri ha spiegato anche «che non si tratta di una decisione solo politica ma che guarda anche ai numeri». Ed ha citato ad esempio «la vittoria negli ascolti della Rai nel periodo di garanzia autunnale, cosa che fa presagire un buon andamento della raccolta pubblicitaria». A chi avrebbe voluto una riduzione, Gasparri risponde che «bisognerebbe bilanciare con maggiore pubblicità, cosa che però avrebbe conseguenze sugli equilibri non tanto del sistema televisivo quanto sulla carta stampata. Gli editori sono i più grandi fautori del canone». AIART: TASSA DA PAGARE PER UN SERVIZIO CARENTE – Il canone Rai va pagato, ma il servizio offerto dalla tv pubblica è carente: Luca Borgomeo, presidente dell`Aiart, l`associazione di telespettatori vicina alla Cei, prende di mira lo spot trasmesso dalle tre reti Rai in merito. «Vi prego, per favore, pagate il canone Rai», esordisce Borgomeo in una nota. «Con questo slogan la Rai dovrebbe rivolgersi ai telespettatori per far pagare il canone e non con quegli insulsi e irritanti spot che si concludono con il provocatorio “Rai, di tutto, di più“ che , con l`aria che tira, sembra quasi una barzelletta».

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