17 Gennaio 2018

Tariffa notturna, Federfarma Lombardia: “Ricorso Codacons inutile”

 

Il ricorso del Codacons sulla tariffa notturna delle farmacie è “inutile e fuori bersaglio”. Così Federfarma Lombardia , i titolari di farmacia della Lombardia, nei confronti del ricorso fatto dall’ associazione al Tar del Lazio contro il decreto che ha aumentato le tariffe per la dispensazione dei farmaci in orario notturno da parte delle farmacie . Contestano i farmacisti: “Quando c’ è bisogno urgente di un farmaco il cittadino non deve versare alcun diritto addizionale; se l’ urgenza invece non c’ è, paga oppure torna l’ indomani nel normale orario di apertura”. “L’ inutile ricorso del Codacons al Tar Lazio sulla tariffa notturna delle farmacie farà soltanto sprecare tempo ai giudici”, dice la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca , di fronte all’ annuncio fatto dall’ associazione di aver impugnato il decreto ministeriale che dal 9 novembre scorso ha aumentato da 3,87 a 7,50 euro il cosiddetto “diritto addizionale”, ossia l’ onorario dovuto alle farmacie per la dispensazione di farmaci con ricetta medica durante il servizio notturno a battenti chiusi . “La polemica del Codacons è inconsistente – dice la presidente – perché l’ assistito non paga se la ricetta è in regime di Ssn ed è stata prescritta dalla Guardia medica, dal Pronto Soccorso o da un medico di famiglia che ne ha certificato il carattere di urgenza . E non paga nel caso in cui la farmacia svolga il servizio notturno a battenti aperti, cioè con la saracinesca alzata, una modalità sempre più diffusa da quando nel 2012 sono stati liberalizzati gli orari di apertura”. Federfarma Lombardia contesta anche che l’ aumento non sia proporzionato alla rivalutazione dell’ onorario professionale. La tariffa, spiegano i farmacisti, è stata aggiornata dopo quasi 25 anni dall’ ultimo adeguamento, quando il diritto addizionale ammontava a circa 7500 lire. “Se il Codacons si prendesse la briga di consultare i coefficienti Istat, scoprirebbe che soltanto in termini di potere d’ acquisto 7.500 lire del 1993 corrispondono a circa 6,5 euro di oggi – dice Racca – E l’ euro in più basta a malapena a coprire l’ incremento tendenziale dei costi fissi e dell’ onorario”. Per Federfarma Lombardia, infine, non si può parlare di disparità di trattamento per i consumatori che ricorrono alle parafarmacie e alla Grande distribuzione. Dice Racca: “Innanzitutto la tariffa notturna riguarda soltanto i farmaci con obbligo di prescrizione, che sono venduti esclusivamente in farmacia. E poi parafarmacie e gdo non sono soggette all’ obbligo del servizio notturno, che ricade sulle farmacie in virtù di una Convenzione con il Ssn. Dunque nessuna disparità di trattamento, checché ne dica il Codacons”.

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