15 Febbraio 2010

Tariffa dei rifiuti, già 600 le domande per il rimborso

LUCCA. Già seicento, da Lucca e provincia, le domande inoltrate, attraverso i patronati, per chiedere il rimborso dell’ Iva indebitamente pagata sulla Tia, la tariffa per il servizio di smaltimento dei rifiuti che ha sostituito la Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti soliti urbani). Sono gli stessi patronati a considerare che molti utenti possono aver fatto la domanda anche in proprio: il totale effettivo delle richieste, quindi, è con tutte le probabilità molto più alto. In numeri. Attraverso lo sportello di Federconsumatori, sono state inoltrate 380 richieste. Di queste, 135 attraverso la sede di Lucca, 120 di Borgo a Mozzano, 50 da quella di Capannori, circa 80 da Viareggio. In questo caso, Federconsumatori aveva predisposto lettere da inviare come raccomandate con ricevuta di ritorno all’ azienda dei rifiuti (Sistema Ambiente o Ascit, a seconda del luogo di residenza). Inoltre, al 10 febbraio scorso, erano 70 le richieste partito attraverso gli sportelli Adiconsum di Lucca e provincia (anche il patronato aveva predisposto per i cittadini prestampati con informazioni allegate). E altre 150 invece sono partite dalle sedi Codacons. Il precedente. Tutto nasce da una sentenza della Corte Costituzionale (la numero 238 del 24 luglio 2009) nella quale si afferma che Tia e Tarsu sono da considerarsi tributi e non servizi e quindi non sono soggette a Iva. La natura di tributo, secondo la Corte Costituzionale, si desume da elementi inequivocabili come ad esempio la doverosità della prestazione che caratterizza la normativa sullo smaltimento dei rifiuti. Si calcola che in tutta Italia l’ Iva del 10% non dovuta sulla tassa-tariffa dei rifiuti è stata pagata da 15 milioni di famiglie, che ora possono chiederne il rimborso dal 2006 compreso a oggi (in base alla suddetta sentenza). Dov’ è il problema. Sta nel fatto che il governo ad oggi non ha varato un provvedimento che applica il contenuto della sentenza della Corte Costituzionale. Quindi, alle domande partite, di fatto per ora non c’ è risposta. Qualche calcolo. Se una famiglia paga annualmente 100 euro all’ azienda dei rifiuti, deve riavere 40 euro (il 10% dell’ importo moltiplicato quattro) per l’ Iva indebitamente pagata in quattro anni (vale a dire per le annualità 2006, 2007, 2008, 2009). Appello alle istituzioni. «Sono ormai centinaia le famiglie coinvolte dalla mobilitazione per chiedere piena applicazione alla sentenza 238 – dice il presidente provinciale di Federconsumatori Fabio Coppolella -. La pressione delle associazioni dei consumatori sull’ Anci, sul Governo e sul Parlamento stava producendo un possibile emendamento, che avrebbe dovuto già essere inserito nel decreto legislativo sulla finanza locale, ma non è avvenuto. Federconsumatori chiede alle istituzioni competenti di approvare il provvedimento di immediata sospensione del pagamento dell’ Iva sulla Tia e il rimborso per i cittadini che ne hanno diritto». Coppolella aggiunge che «è ora che il Governo e il Parlamento rispondano, senza tergiversare, alle legittime aspettative e ai diritti delle famiglie che hanno pagato e continuano a pagare una tassa non dovuta. Federconsumatori continuerà a denunciare questa vicenda affinché si vincano le resistenze e si sblocchi questa inaccettabile situazione. Invitiamo i cittadini che ne hanno diritto a inviare la lettera alle aziende per la restituzione dell’ Iva dal 2006 e di diffidare dall’ addebito dell’ Iva del 10% sulle future bollette».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this