12 Novembre 2017

Tari “gonfiata”, rimangono i dubbi sui numeri

«il comune dovrà restituire non solo quanto preteso illegittimamente ma anche gli interessi e le spese»
Luana Costa Potrebbe approdare nelle aule giudiziarie il caso dell’ errato calcolo del tributo sui rifiuti (Tari) che ha costretto l’ amministrazione comunale a rivedere le fatturazioni prevedendo rimborsi del valore di quasi 33mila euro in favore di 549 cittadini, che lo scorso anno hanno ricevuto una bolletta “gonfiata” a causa di un’ interpretazione distorta della normativa ministeriale. Ad annunciare un’ azione risarcitoria collettiva è il responsabile del Codacons, Francesco Di Lieto, che già ieri ha protocollato una diffida nei confronti di Palazzo De Nobili invitando ad adottare provvedimenti in autotutela per ristorare i cittadini danneggiati dall’ errata computazione della tariffa. Sebbene il Comune abbia già annunciato la corresponsione di un rimborso a titolo di compensazione in favore dei cittadini rimasti vittima dell'”equivoco”, il Codacons ha dichiarato guerra ritenendo decisamente modesta l’ entità dei rimborsi sulla scorta degli stessi dati forniti da Palazzo De Nobili. «Non ci convincono le parziali ammissioni che provengono dal Comune e che vorrebbero limitare il caso ad appena 30mila euro», è il ragionamento di Francesco Di Lieto che, fatti due calcoli, dichiara di ritenere quantomeno singolari i dati diffusi dall’ Ufficio tributi del Comune che attestano la presenza di soli 182 garage a fronte di oltre 40mila utenze. «L’ amministrazione comunale dovrà restituire non solo quanto preteso illegittimamente ma anche gli interessi e le spese» ,avverte il responsabile del Codacons che ha annunciato la volontà di presentare un esposto in Procura per l’ accertamento degli eventuali reati di truffa e appropriazione indebita. Non meno densa di incognite resta, poi, la questione della “retroattività” dei rimborsi. Palazzo De Nobili ha, infatti, stimato in poco meno di 33mila euro (32.940) il valore dei prelievi non dovuti e fatturati in bolletta a seguito di un mero errore di calcolo ma l’ importo si riferisce ad una sola annualità: il 2016. Le ultime modifiche normative in materia di tassazione sui rifiuti, recepite poi dall’ amministrazione comunale risalgono, in realtà, al 2013, anno in cui è stata introdotta la Tares sostituita poi dalla Tari. È quindi più che verosimile che l'”equivoco” perduri da più anni. La circostanza potrebbe, quindi, costringere Palazzo De Nobili a mettere nuovamente mano alle casse prevedendo rimborsi di maggiore entità riferibili però alle annualità precedenti al 2016, sebbene poi gli esborsi tornerebbero ad essere spalmati sulla totalità dei cittadini. Per coprire il costo totale del servizio di prelievo e smaltimento dei rifiuti è stata prevista nel piano finanziario 2018 una maggiorazione di 80 centesimi in bolletta (ne riferiamo anche a pagina 21 del giornale). Proprio per questa ragione il responsabile del Codacons ha dichiarato di essere intenzionato a «sollecitare l’ intervento della Magistratura contabile» per verificare la sussistenza di un danno erariale.

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