17 Novembre 2017

«Tari gonfiata, i box si pagano doppio» Codacons potenzia la rete per i rimborsi

Caos Tari gonfiata, crescono le proteste e le richieste di rimborsi. E le associazioni dei consumatori potenziano gli sportelli per venire incontro alle istanze dei cittadini. Da nord a sud del Salento, come del resto in tutta Italia dove si moltiplicano le segnalazioni. In campo c’ è anche il Codacons. «Numerosi i cittadini che hanno contattato le nostre sedi provinciali – si legge in un comunicato dell’ associazione salentina – per avere le prime informazioni sulla questione Tari e il primo sostegno concreto. In questa particolare materia, infatti, in attesa delle determinazioni del Ministero, appare fondamentale il rapporto collaborativo tra amministrazioni comunali e le associazioni dei consumatori. Il Codacons di Lecce ha predisposto un modello di rimborso che sarà rilasciato nelle prossime ore anche sulla pagina facebook del Codacons Lecce e potrà essere ritirato gratuitamente presso le sedi negli orari di apertura degli sportelli il venerdì dalle 17.30 alle 19.30. Sottolineamo come, seppur si ritiene utile inviare la richiesta di rimborso, la questione sarà maggiormen te chiara una volta che il Ministero rilascerà le proprie istruzioni/indicazioni sul caso, così come occorre sottolineare che l’ applicazione erronea della tassa non riguarda tutti i Comuni della provincia. In particolare quanto effettuato – che avrebbe conteggiato sui box un componente familiare quale quota variabile – dal Comune di Lecce è attualmente allo studio dello Sportello tributario del Codacons provinciale con l’ avvocato Giorgio Frigo li. Invitiamo i cittadini a consegnare alle sedi Codacons le rispettive bollette di accertamento e pagamento della tassa Tari per consentire di elaborare una mappa della situazione Comune per Comune. Tutti gli sportelli Codacons verranno potenziati per consentire ai cittadini di avere un buon supporto informativo». Ma non finisce qui. Ad intervenire è anche il deputato pugliese del Movimento 5 Stelle, Giuseppe L’ Abbate, che accende i riflettori sul Comune capoluogo: «Da Lecce il documento che inchioda l’ Anci alle sue responsabilità». E’ il messaggio rilanciato dal parlamentare secondo il quale «iniziano a delinearsi le prime responsabilità sull’ errato calcolo effettuato da molti Comuni della “quota variabile” della Tari, la tassa sui rifiuti, che ha costretto tantissimi contribuenti a pagare più del dovuto. L’ Abbate parla del «silenzio del presidente Anci, Puglia Vitto, che risulta ancor più assordante alla luce del documento riguardante Lecce che inchioda l’ Associazione dei Comuni alle proprie responsabilità. Nel 2014 ai cittadini leccesi qualcosa non quadrava a proposito dell’ applicazione della quota variabile della Tari alle pertinenze. “Moltissimi contribuenti han no protestato, non ritenendo legittima l’ applicazione della quota variabile anche ai garage”, scriveva il Comune chiedendo un parere all’ Anci, l’ associazione dei comuni che nasce proprio per supportare le amministrazioni. E nel parere formulato come risposta alla domanda del Comune, l’ Anci dice che è “tutto a posto”, la quota variabile va applicata anche alle pertinenze inducendo così in errore il capoluogo salentino. Mentre ora – aggiunge il deputato pugliese – dopo aver addossato tutte le colpe del pasticciaccio brutto sulla Tari al Ministero dell’ Economia e alla normativa che, a suo avviso, era poco chiara, il presidente nazionale e Sindaco di Bari, Antonio Decaro, del Pd, ha pensato bene di scaricare le responsabilità su Ancitel che, in realtà, è Anci in quanto partecipata e nata per svolgere attività di informatizzazione dei Comuni italiani».

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