25 Novembre 2017

«Tari, il calcolo del Comune di Caserta è giusto»

l’ amministrazione interviene con una nota ufficiale per smentire le voci sui ricorsi
Il caso dell’ errato calcolo della Tari, la tassa sulla spazzatura, che sta producendo richieste di rimborsi in alcuni capoluoghi italiani, non riguarderebbe il comune di Caserta. A chiarire la situazione è stata l’ amministrazione che ieri ha affidato ad una nota stampa la precisazione. «Il comune di Caserta non rientra tra quelli in cui è avvenuto un indebito rincaro della Tari e pertanto sono destituite di ogni fondamento notizie di segno opposto messe in circolazione da chi ha interesse a creare confusione. Non ha ragion d’ essere alcuna richiesta di rimborso da parte dei cittadini, in quanto il calcolo Tari a Caserta è stato effettuato in maniera corretta. Su questi temi occorre serietà e senso di responsabilità, senza generare inutili e dannosi allarmismi che non fanno bene alla città». A dichiararlo sono stati il sindaco di Caserta, Carlo Marino, assieme ai consiglieri comunali: Antonio Ciontoli, Giovanni Comunale, Camillo Federico e Gianfausto Iarrobino, componenti della prima commissione consiliare. Il riferimento di Marino e dei consiglieri comunali è agli interventi che nei giorni scorsi, sia associazioni a tutela dei consumatori che l’ associazione dei commercialisti di Caserta hanno fatto con una serie di comunicati avendo ad oggetto i rimborsi Tari e così il Comune ha preferito chiarire il caso di Caserta. «Nei prossimi giorni si legge dalla nota che è stata diffusa qualche giorno fa dai commercialisti – saranno intraprese iniziative di informazione ed assistenza per consentire agli enti pubblici ed ai cittadini (ed imprese) contribuenti di districarsi al meglio nella complessa questione dei rimborsi Tari. È nostro dovere garantire, all’ enorme platea di soggetti interessati, assistenza professionale e tutela su un tema assai complesso e che potrebbe assumere derive demagogiche e strumentali dannose per la cittadinanza». Dello stesso tenore i comunicati diffusi dalle associazioni, quali ad esempio il Codacons che «sentiti i suoi esperti ha deciso di iniziare la sua attività giudiziale per la richiesta di rimborsi. Già sono state inviate a tanti Comuni le istanze per conoscere le tariffe e le modalità di calcolo». La vicenda in questione riguarda il valore della Tari che è dato da una parte fissa e da una variabile. La prima fa riferimento alla metratura dell’ abitazione presa in considerazione, comprendendo tutte le sue eventuali pertinenze. La seconda, invece, ovvero la frazione variabile, è legata al numero di persone che vive nell’ immobile soggetto al tributo e serve ovviamente ad adeguare il prelievo ai rifiuti effettivamente prodotti. Questa parte variabile va poi moltiplicata per le pertinenze, ed è qui che è nato l’ errato calcolo. Infatti, anche se l’ abitazione considerata presenta garage, soffitte, box o altro quali pertinenze, il fattore resta sempre unico, perché tali vani non fanno aumentare la spazzatura prodotta. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
lia peluso

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