Tari, boom di richieste di rimborsi Ora anche Roma Nord in guerra
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fonte:
- Il Messaggero
LE PROTESTE «Esausti». Così si definiscono i romani che hanno deciso di fare causa all’ Ama e chiedere il rimborso della Tari. Un esercito di «indignati» che si amplia sempre di più: è boom di diffide e ricorsi alla Corte tributaria provinciale. All’ ultima chiamata alle armi nella battaglia contro i rifiuti in strada hanno risposto anche i residenti di Monte Mario e Balduina con 200 adesioni alla class action contro Campidoglio e Ama. A guidare la protesta a Roma Nord è Giuliano Gaeta, residente a Monte Mario: «Ho iniziato solo una settimana fa ma ho già raccolto duecento adesioni e siamo solo all’ inizio». Ha creato un gruppo su Facebook e poi ha diffuso presso negozi di diversi quartieri la modulistica per aderire. «L’ assistenza legale è gratuita – dice – ora con altri residenti abbiamo diffuso i moduli in negozi non solo di Balduina e Monte Mario, ma anche all’ Eur e alla Garbatella e vogliamo coinvolgere tutta Roma perché ci sono gravi violazioni contrattuali: a fronte del pagamento di una tassa esigiamo il rispetto del contratto che Ama ha firmato e il rimborso della Tari pagata dal 2017 ad oggi, la percentuale la deciderà il giudice». Insomma, le azioni legali contro l’ azienda dei rifiuti si stanno moltiplicando: sono un migliaio se non di più, le richieste di risarcimento che se accettate produrrebbero un grave danno economico al Comune e all’ Ama. Altre trecento diffide, ad esempio, sono gestite dal Codacons. MODULI NEI NEGOZI La tendenza, ora, è quella di uscire dal mondo virtuale dei social network, dove molti comitati si sono già organizzati, e proporre le adesioni con eventi in strada o distribuendo moduli nei negozi. L’ iter legale è quello seguito già da altri quartieri: si invia una diffida ad Ama, si ottiene una risposta standard dall’ azienda (in sintesi: non abbiamo colpe), poi si procede con il ricorso alla Corte tributaria della Provincia di Roma attraverso singole deleghe agli avvocati che quasi sempre assumono il patrocinio in modo gratuito. Anche Roma Sud-Ovest si unisce alla protesta. Siamo a Piana del Sole, non lontano dall’ impianto della Valle Galeria usato per gestire i rifiuti dopo l’ incendio del Tmb Salario. «Ci sono state 300 adesioni alla class action» dice Stefania Pace, presidente del comitato Amici del quartiere Piana del Sole-Valle Galeria che ha proposto la class action sostenuta dai consiglieri dell’ XI Municipio Angelo Vastola e Giulia Fainella. «Domenica 10 e 17 saremo a largo di Santa Silvia per raccogliere le adesioni anche dei residenti del Portuense» aggiunge Pace. Il comitato in questo caso chiede il rimborso del 50% della Tari pagata nel 2018. «Sono state tantissime le criticità al Portuense – dice Fainella (Pd) – ma anche a Villa Bonelli». I primi a fare ricorso alla Corte tributaria sono stati i residenti di Settebagni. Hanno usato l’ app Junker: nata per insegnare a differenziare, è stata modificata dai cittadini e usata per inchiodare Ama e Comune alle loro responsabilità. Da dicembre il comitato Prati in azione! è riuscito a raccogliere 100 adesioni alla class action, mentre a San Lorenzo dopo diffide e un esposto ai carabinieri, il comitato di quartiere sta distribuendo il vademecum relativo all’ azione legale risarcitoria «alla quale aderiranno almeno 150 famiglie». Diffide singole sono partite anche dal quartiere Trieste e da Monteverde. Laura Bogliolo © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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