2 Settembre 2004

Targhe alterne tutti i giorni? Un coro di no

Targhe alterne tutti i giorni? Un coro di no


La proposta del ministro Lunardi suscita polemiche: sindaci scettici, ambientalisti critici






ROMA – Targhe alterne tutti i giorni? Più fischi che applausi alla proposta del ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi per combattere il caro-petrolio. Se l?auto può essere usata un giorno sì e l?altro no, allora perché non dimezzare il costo di assicurazione e bollo?, è la provocazione delle associazioni dei consumatori. Perplessi molti sindaci, anche se c?è qualcuno che vede di buon occhio la ricetta del ministro per ridurre il consumo energetico e l?Anci (l?associazione dei comuni italiani) approva l?idea a patto che sia adottata per brevi periodi. Critici anche gli ambientalisti, convinti che servano ben altri provvedimenti per combattere traffico e smog.
«E? una proposta allucinante», commenta Rosario Trefiletti, dell?Intesa dei consumatori. «Quel che serve è una politica energetica seria». Paolo Landi, presidente dell?Adiconsum, aggiunge: «Lunardi dimentica che il 20, 30 per cento degli italiani utilizza l?auto per andare al lavoro. E purtroppo non si può andare al lavoro un giorno sì e l?altro no. E? un?idea demagogica, non attuabile». Così «si rischia di dare il colpo di grazia all?industria dell?auto già in crisi», è la preoccupazione dell?Intesaconsumatori. Mentre per il coordinamento dei motociclisti il ministro Lunardi si comporta come Alice nel Paese delle Meraviglie e non dice «se sarà possibile pagare il bollo un giorno sì e l?altro no e lavorare a giorni alterni». Uniche voci fuori dal coro quella di Cittadinanzattiva che approva la proposta del ministro «a patto che vengano ridotti bollo e assicurazioni». E quella del Codacons, fermiamo le auto – dice il presidente Carlo Rienzi – ma non per risparmiare sul petrolio, semmai per salvare le città dal traffico».
Ovvie le critiche dei consumatori. Ma gli ambientalisti, almeno loro, saranno con il ministro? Assolutamente no. «L?idea di ridurre il traffico è giusta, completamente sbagliata la soluzione», è il parere di Roberto Della Seta, presidente di Legambiente. E Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi: «Siamo al ridicolo, questa nuova battuta del ministro dimostra la mancanza totale di proposte e idee». Il responsabile dei Trasporti della Margherita, Giorgio Pasetto, parla di «politica virtuale».
Sindaci in ordine sparso, pochi approvano, molti scuotono la testa. Sebbene il vicepresidente dell?Anci, Paolo Costa, dice che «se adottata per brevi periodi potrebbe essere una soluzione». Targhe alterne a Napoli? «Provvedimento inapplicabile», sostiene il sindaco Rosa Russo Iervolino. «Inutile», commenta l?assessore alla Mobilità del Comune di Roma Mario Di Carlo. Possibilista il vicesindaco di Milano, Riccardo de Corato, «si può cominciare con l`obbligo di circolazione alternata per le auto non catalitiche». Ottima idea, per il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, sarebbe «una misura veramente utile e intelligente» contro l`inquinamento e per la riduzione dei costi petroliferi.
«Proporre una misura così drastica e così parziale fa molto notizia ma poca politica dei trasporti», è il commento dell`assessore ai trasporti dell`Emilia Romagna, Alfredo Peri. Approva l?idea di Lunardi il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, secondo il quale può «avere come obiettivo l`incentivazione all`utilizzo dei mezzi pubblici». Il primo cittadino di Udine, Sergio Ceccotti, la liquida invece come «idea bizzarra».
Più che «imporre dall`alto» la soluzione delle targhe alterne, Lunardi dovrebbe prospettare ai Comuni «una politica della mobilità, che privilegi il trasporto pubblico e incentivi lo sviluppo sostenibile», dice il sindaco di Ancona Fabio Sturani. E il primo cittadino di Bari, Michele Emiliano: è «una proposta che avrebbe lasciato allibiti se non fossimo abituati a questo stile di governo». A Catania? «Non ne abbiamo bisogno», risponde secco Umberto Scapagnini. Mentre le targhe alterne farebbero felice il commissario straordinario del comune di Messina, Bruno Sbordone.

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