27 Gennaio 2010

“Targhe alterne, referendum nei gazebo”

La prima frizione è istituzionale. Letizia Moratti smorza la polemica, sostiene che «non c’ è più emergenza rispetto alle altre città», e il presidente della Provincia Guido Podestà lancia una frecciata più velenosa dello smog a lei e al governatore Roberto Formigoni: «In certe condizioni climatiche forse occorre osare di più». La seconda fronda è verde: la Lega lancia un referendum per le targhe alterne, a febbraio (gazebo nel weekend). La terza smagliatura è rosa, il partito delle mamme: Barbara Ciabò e le colleghe Pdl Bianchi Bonomi e Carola Colombo chiedono alla giunta «un segnale di attenzione in un momento di emergenza». Tre indizi, una prova: l’ inquinamento divide la maggioranza. Quindicesimo giorno consecutivo di polveri sottili fuorilegge (19 nel 2010). Dopo gli avvisi a Moratti, Podestà e Formigoni, la Procura ora indaga anche Filippo Penati («Sono preoccupato solo dall’ immobilismo del sindaco») e il primo cittadino di Legnano. Ma il polverone è all’ inizio: Codacons e Verdi annunciano nuovi esposti. giorni consecutivi di superamento della soglia di allarme per le polveri sottili a Milano Politica in ordine sparso e lobby ecologiste trasversali. La mozione «targhe alterne» del Carroccio ottiene l’ appoggio di Italia Nostra, Wwf e Legambiente: «Almeno una forza al governo della città che non nega il problema». Ma gli ambientalisti chiedono un passo avanti: «Bisogna trasformare l’ Ecopass in congestion charge e allargare l’ area». La squadra del sindaco sta lavorando a un’ ipotesi diversa: se il Pm10 non dovesse scendere sotto la soglia, il Comune potrebbe «ampliare» le categorie di veicoli soggetti a pedaggio e sospendere temporaneamente le deroghe (ieri, intanto, gli ispettori hanno rilevato 12 «anomalie» su 296 caldaie ispezionate). Polveri sottili e fibrillazioni nella maggioranza. «Subito le targhe alterne e una domenica a piedi», chiede Barbara Ciabò: «I polmoni dei milanesi valgono o no quanto le tasche dei negozianti?». Una domanda (retorica) che innervosisce il collega Marco Osnato, corrente ex An del Pdl: «Non c’ è nessuna necessità di lasciarsi prendere dalla demagogia e dall’ emotività». Controreplica piccata della Ciabò: «Se ci fossero state più donne, forse la posizione del consiglio sarebbe stata diversa». La Cgil si scaglia contro Palazzo Marino e Pirellone: «Non fanno nulla per la salute dei cittadini». Per i radicali Bonino e Cappato «la responsabilità politica bipartisan è stata quella di aver sabotato il trasporto pubblico». L’ assessore lombardo all’ Ambiente, Massimo Ponzoni, zittisce gli «allarmismi» e il collega di giunta Davide Boni (Lega) smentisce lui: «Favorevole amisure restrittive». Il Pd si appella a Moratti e Formigoni: «Chiediamo il blocco totale della circolazione urbana per tre giorni, il limite di velocità sulle autostrade a 80 chilometri orari e l’ estensione di Ecopass».
 

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