25 Gennaio 2014

Tares ultimo giorno: ecco l’ ingorgo

Tares ultimo giorno: ecco l’ ingorgo

IL CAOS Lo chiamano il «grande ingorgo», e stavolta il sacro romano Gra non c’ entra. Così è stato ribattezzato l’ ultimo giorno per pagare la famigerata Tares e la mini Imu. La doppia scadenza di ieri ha costretto a un tour de force sin dalle prime ore del mattino: un ingorgo che ha visto semafori rossi per le file alle Poste e nelle filiali delle banche in ogni zona della città. ORARI PROLUNGATI Nel venerdì nero della doppia scadenza (il termine ultimo del 16 era stato posticipato a ieri), c’ è da notare un piccolo particolare che fa quasi sorridere: per facilitare la corsa al pagamento, da ieri 23 uffici postali hanno prolungato l’ orario fino alle 19. Ed ecco la sorpresa: uffici stracolmi la mattina e vuoti nel pomeriggio «perché – spiegano gli impiegati – la gente del quartiere non sapeva della novità». Capita così che nella Posta di via dei Ciclamini a Centocelle alle 14,30, e in quella di via Gino Capponi (zona Appio Latino) alle 16 ci fosse il deserto davanti ai numerosi sportelli attivi. GLI ERRORI Ressa invece la mattina negli uffici di via Gabrio Serbelloni (Torpignattara) per salvarsi dalle sanzioni previste per i ritardatari: 100 utenti a impiegato, per un totale di circa 1000 romani serviti ogni giorno. Non senza difficoltà però: a far impazzire i contribuenti della Tares, ad esempio, quella crocetta stampata sulla casella «saldo» del modulo F24. «È un F24 semplificato, quindi il saldo non doveva essere inserito» spiegano gli impiegati che hanno dovuto far controfirmare il documento agli utenti. Altro tempo perso, altra rabbia da parte dei protagonisti del grande assedio alle Poste. Folla anche negli uffici di piazza dei Tribuni (Cinecittà) dove alle 14 si aspettavano ancora 40 numeri prima di arrivare al tanto sospirato sportello. Samanta Scrigni, stremata dall’ attesa di un’ ora: «Devo pagare la mini Imu per mia nonna. La Tares? Non è ancora arrivata la bolletta, non so proprio come farà». Sembra che ci siano stati problemi nell’ invio dei moduli da parte dell’ Ama in particolare proprio nel quartiere di Cinecittà. Un milione e 500mila le comunicazioni inviate. E tutti gli altri? Si parla di 250.000 romani rimasti senza il modello F24 semplificato che il Comune avrebbe dovuto inviare. Ma nelle cassette delle poste non c’ era traccia della busta Ama. Molti hanno provato a connettersi al sito dell’ Ama per stampare i moduli dopo essersi registrati. E gli anziani? La platea di contribuenti che non ha abilità con il computer e internet? L’ ALTERNATIVA La prospettiva di fare ore di fila presso gli uffici postali e le banche, ha spinto ieri molti romani a rinviare l’ appuntamento con il pagamento: meglio qualche euro di multa che strazianti attese alla Posta. Le sanzioni infatti variano dallo 0,2% al 3,75% per ogni giorno di ritardo. Un comportamento che, secondo il Codacons, «ha dell’ incredibile» e dimostra che la richiesta di annullare almeno fino al 14 febbraio le sanzioni previste per chi non si è messo ancora in regola, «non solo è sacrosanta, ma è un atto dovuto». Perché il caos che ha provocato la procedura per il pagamento della Tares è stato davvero tanto. In 10mila, ad esempio, da lunedì 13 si sono recati presso gli sportelli Ama per il pubblico (via Capo d’ Africa, via Mosca e via Amenduni) per cercare spiegazioni per importi calcolati su abitazioni già vendute e per bollettini intestati a defunti. Stracolma anche ieri la Posta di via Taranto dove il tasto C che eroga i biglietti con i numeri per la fila per gli F24, era quasi consumato. E gli uffici di piazza Mazzini? Erano semivuoti nel pomeriggio e affollatissimi in mattinata, tanto che il Codacons ieri denunciava: «Abbiamo ricevuto molte telefonate di protesta per le file» spiega Gianluca Di Ascenzo, vice presidente dell’ associazione. Laura Bogliolo [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA.
laura bogliolo

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