23 Gennaio 2014

Tares e mini-Imu, rivolta dei romani

Tares e mini-Imu, rivolta dei romani

Caos fiscale, come mai
prima d’ora. Per metter-
si in regola con Tares e
Mini Imu c’è tempo solo
fino a domani. La proro-
ga tanto richiesta, infatti,
non c’è stata. Ma qualco-
sa deve essere andato
davvero storto se ieri era-
no ancora migliaia le per-
sone in fila alle poste, all’
Ama o nei caf in cerca di
informazioni. All’ordine
del giorno: quanto e co-
me pagare per la Tares,
il conguaglio della tassa
sui rifiuti che ha manda-
to decisamente in tilt i
romani. E non certo per
colpa loro.
Alla base delle file este-
nuanti, delle attese lun-
ghe ore in coda ai caf
con tanto di svenimenti,
dell’assalto alle poste e
agli sportelli bancari c’è
la mancanza di assisten-
za ai contribuenti. Senza
contare il ritardo con cui
sono state consegnati i
bollettini mav e gli F24.
Chi può e sa farlo, ha
preferito stampare i mo-
duli online. Per gli altri, e
sono la maggior parte,
non è rimasto che rivol-
gersi all’Ama con l’inevi-
tabile delirio allo sportel-
lo di via Capo d’Africa. E
c’è già chi, prevedendo
ritardi e sanzioni, annun-
cia battaglia denuncian-
do «un pessimo esem-
pio di gestione della pub-
blica amministrazione –
denuncia il Presidente
del Codacons, Carlo
Rienzi – il caos è caratte-
rizzato da una grande in-
certezza per le migliaia
di utenti che, a due gior-
ni dal termine per i paga-
menti, ancora non san-
no esattamente cosa pa-
gare, quando e quanto
pagare. Avvieremo le do-
vute azioni legali a tutela
dei contribuenti che si
vedranno penalizzati dal-
la pessima gestione dell’
Imu e della Tares, e pro-
seguiamo attraverso il
nostro Caf ad offrire assi-
stenza fiscale a coloro
che vogliono ottenere
aiuto».
Ad un giorno dallo sca-
dere dell’imposta, infatti,
sono ancora tanti i pro-
blemi: i caf sono tuttora
presi d’assalto, soprattut-
to dalle persone più an-
ziane, c’è chi litiga per
un numeretto o per la
precedenza e chi, di gior-
no in giorno, rimanda
scoraggiato dalla lunga
attesa. Ma il tempo sta
per scadere. Solo i com-
mercialisti ringraziano:
mai così tanto lavoro nel
mese di gennaio.

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