7 Settembre 2017

«Tardivo il sequestro di lidi balneari abusivi a Palinuro»

“Così, in un giorno di fine estate, abbiamo letto dell’ intervento della Guardia Costiera di Palinuro per “liberare” da attrezzature balneari – come si legge testualmente nel comunicato della Capitaneria – le spiagge “dei Francesi”, “della Sciabica” e “dei Gabbiani” raggiungibili soltanto via mare. – si legge in una nota del Cosacons Campania presieduta da Enrico Marchetti – Attività abusive che, come riconosce la stessa Guardia Costiera, costituivano veri e propri stabilimenti i quali, di fatto, impedivano l’ uso pubblico ai cittadini”. Se va elogiato l’ intervento delle autorità pubbliche, spiega Marchetti, che risponde alla logica della tutela del demanio marittimo, tuttavia sorge spontanea una do manda: perché si è intervenuti soltanto sul finire della stagione balneare? “Si lasciano tratti di costa di alto pregio naturalistico, tanto da ricadere per intero nel perimetro della Riserva Marina degli Infreschi, nelle mani di abusivi privi di qualsiasi concessione, si lascia che sia fortemente limitato – se non addirittura impedito – l’ uso del pubblico demanio, per poi intervenire con grave ritardo, quando oramai gli abusivi hanno già realizzato ingenti guadagni, quando il fisco nulla ha incassato dalle attività illecite, e quando gli utenti hanno già pagato anche 30 euro per una sdraio o un ombrellone”. Il Codacons Campania ha chiesto chiarimenti al Comando Generale delle Capita nerie di Porto e alla Guardia Costiera di Palinuro ed ha fatto formale richiesta degli atti su eventuali segnalazioni da parte dei bagnanti sull’ occupazione abusiva delle spiagge protette. “Non è la prima volta” – afferma Pierluigi Morena dell’ ufficio legale del Codacons Campania – che rileviamo che le attività di effettiva tutela del demanio avvengano sul finire della stagione balneare, non è la prima volta che denunciamo come – al di là dei riconoscimenti formali delle riserve marine – manca del tutto un’ effettiva attività di protezione e valorizzazione”. “L’ associazione, con un proprio rappresentante nella Commissione della Riserva Marina di Castellabate – continua Morena – in.

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