23 Gennaio 2018

Taranto, il piano per limitare la chiusura delle scuole nei wind day

taranto A Taranto si lavora per evitare nuovi giorni di chiusura delle scuole al quartiere Tamburi durante i wind day, i giorni in cui il vento soffia forte da nord- ovest spargendo su strade, case e balconi pericolose polveri di minerale provenienti dai parchi dell’ Ilva. Direzione Ambiente del Comune, Arpa e Asl lavorano a un software che dovrebbe essere pronto in un paio di giorni, in grado di segnalare per ogni wind day i momenti più pericolosi della giornata, circoscrivendo così a determinati orari gli allarmi e le cautele da prendere ed evitare che le scuole del quartiere restino chiuse per un giorno intero, come è successo già 11 volte dall’ inizio dell’ anno scolastico. Anziché un’ intera giornata di studio, si salterebbero così soltanto un paio d’ ore di lezione. Ancora poco per le mamme del quartiere, che restano sul piede di guerra. « È un’ ordinanza inutile – dicono – perché anche se non vanno a scuola è impossibile tenere i ragazzi chiusi in casa » . Nei giorni scorsi una delegazione di residenti del quartiere ha incontrato il sindaco per chiedere di fermare la fabbrica nei giorni di vento e non le scuole e le famiglie del quartiere. Il governo punta intanto ad avviare nei primi giorni di febbraio i lavori di copertura dei parchi minerari, un’ area di quasi 20 ettari in cui vengono stoccate le polveri sollevate dal vento. Un’ opera titanica che costa diverse centinaia di milioni di euro e nei piani dovrebbe concludersi in un paio d’ anni, ma secondo l’ Autorizzazione ambientale doveva già essere finita nel 2015. Comune, Regione e governo nel frattempo stanno definendo un piano per cambiare il volto al quartiere. Nel contratto istituzionale di sviluppo per Taranto ci sono 40 milioni di euro per abbattere le vecchie case popolari, le cosìddette ” case parcheggio”, e costruire nuovi alloggi in altri quartieri, più lontani dal siderurgico. Al loro posto sorgerà una foresta urbana, un bosco con alberi alti e fitti capaci di filtrare l’ inquinamento più di quanto fanno oggi i teli di plastica, che con il vento forte si sono rotti, e rigenerare il sottosuolo. Le associazioni restano scettiche. Vincenzo Fornaro, consigliere comunale dei Verdi, si rivolge all’ Asl chiedendo se le ditte «forniscono guanti e mascherine per proteggere gli operatori delle pulizie da polveri e sostanze inquinanti». Gli ambientalisti di Peacelink chiedono al sindaco una super perizia su balconi e tetti per imporre all’ Ilva un risarcimento danni dopo ogni wind day. E c’ è chi come il Codacons si è rivolto alla magistratura per chiedere di evacuare il quartiere Tamburi con la Protezione civile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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