22 Marzo 2019

Taranto, Arcelor Mittal condannata per comportamento antisindacale

 

TARANTO – Il giudice del Lavoro di Taranto, Lorenzo De Napoli, accogliendo un ricorso ex art. 28 presentato dall’ Usb, tramite l’ avv. Mario Soggia, ha condannato per comportamento antisindacale ArcelorMittal, ritenuta responsabile di aver proceduto alle assunzioni (10.700, di cui 8200 a Taranto) e alle dichiarazioni di esubero (2586) dei lavoratori dello stabilimento siderurgico ex Ilva in maniera non chiara e trasparente. Il giudice fa obbligo all’ azienda di comunicare le concrete modalità applicative del criterio delle competenze professionali e, a parità di queste, dei punteggi e delle graduatorie relativi all’ attuazione dei criteri sussidiari dell’ anzianità di servizio e dei carichi di famiglia. La sentenza ordina la cessazione della condotta sindacale e la rimozione dei suoi effetti mediante le comunicazioni richieste che ArcelorMittal Italia dovrà fornire entro il termine di 60 giorni alle organizzazioni sindacali firmatarie dell’ accordo del 6 settembre 2018. Il giudice De Napoli ha altresì ordinato all’ azienda – tenuta al pagamento delle spese della causa – di affiggere la sentenza in tutte le bacheche dello stabilimento siderurgico di Taranto. L’ Usb ha contestato la mancanza di comunicazione in merito alle procedure che hanno regolato l’ individuazione degli assunti e degli esuberi e rilevato anomalie nell’ applicazione dei criteri. «Il giudice De Napoli – fa rilevare l’ avv. Mario Soggia – ha precisato nel suo provvedimento che la sentenza non avrà effetti sui diritti acquisiti dagli assunti. Dunque, se fossero confermate le irregolarità l’ azienda dovrà procedere ad ulteriori assunzioni o al risarcimento dei danni patrimoniali nei confronti di chi è rimasto in Cassa integrazione straordinaria, ma avrebbe dovuto essere assunto. Per noi è stata una grandissima vittoria perchè l’ azienda ha sempre dichiarato di aver rispettato nella maniera più assoluta i criteri di scelta». Affermazioni «confermate dai suoi dirigenti – conclude il legale – nel corso del processo. ArcelorMittal può presentare opposizione, ma questo è un ricorso d’ urgenza che ha un’ efficacia esplosiva in quanto la sentenza ha immediata esecutività e ora dovranno dare seguito alla condanna del giudice». L’ ESPOSTO DEL CONDACONS – Il Codacons ha inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto attraverso il quale chiede di aprire una nuova indagine sulle emissioni del Siderurgico e di accertare eventuali responsabilità da parte della nuova proprietà, disponendo il sequestro degli impianti. L’ associazione dei consumatori ricorda l’ allarme lanciato dagli ambientalisti in merito all’ aumento di alcuni inquinanti rilevati dalle centraline di monitoraggio dell’ Arpa e cita l’ ordinanza sindacale di chiusura temporanea di due plessi scolastici del rione Tamburi per la vicinanza alle cosiddette collinette ecologiche dell’ ex Ilva sequestrate il 5 febbraio scorso dai carabinieri del Noe per problemi di inquinamento. Il Codacons chiede, dunque, alla Procura di accertare «se nei fatti esposti siano ravvisabili responsabilità penalmente rilevanti e in particolare ipotesi di reato contemplate dagli articoli 452-bis e seguenti del codice penale che riguardano l’ inquinamento ambientale nonché ogni altra fattispecie che dovesse essere ravvisata ed, in caso affermativo, esperire l’ azione penale». Si chiede inoltre «di considerare l’ applicazione, a tutela della salute umana e della salvaguardia dell’ ecosistema, del sequestro preventivo degli impianti interessati stante la possibile reiterazione dei reati o l’ aggravamento delle conseguenze del reato o ancora l’ agevolazione della commissione di altri reati» e di “considerare la responsabilità della nuova compagine societaria ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001»

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