27 Novembre 2002

Tarallucci, Cirio e vino

Indice nuovamente puntato sul sistema bancario italiano all`indomani del crack Cirio, una vicenda che ha riscosso il pieno interesse dei nostri lettori. Lo hanno evidenziato le numerose lettere arrivate alla nostra redazione. Dopo aver pubblicato gli sfoghi dei nostri lettori, abbiamo pensato di ascoltare anche Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef, l`associazione di utenti bancari assicurativi e finanziari, impegnata nella tutela dell`interesse dei piccoli risparmiatori. Insieme all`Intesa dei Consumatori (Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori), Adusbef sta attivando meccanismi di difesa a favore di quanti sono stati consigliati di investire in obbligazioni Cirio.

Soldionline.it Quanti sono gli obbligazionisti e risparmiatori che hanno in portafoglio obbligazioni Cirio e quanti si sono rivolti all`Adusbef in questi giorni?

Lannutti: I piccoli risparmiatori ai quali sono stati piazzati i bond Cirio sono stimati in 30 – 40mila. I risparmiatori che ad oggi si sono rivolti all`Adusbef sono circa 180, mentre a livello di Intesa dei consumatori abbiamo raccolto dalle 300 alle 400 adesioni. Si tratta in prevalenza di piccoli risparmiatori, di pensionati e in un bel numero di casi la sottoscrizione del bond Cirio si miscela al tifo per la Lazio.
Sono, infatti, numerosi i sostenitori della squadra di calcio laziale a cui le banche hanno propinato i titoli della corporate di Sergio Cragnotti.

Nella buona parte dei casi i bond Cirio sono stati dipinti come un investimento sicuro, equiparabile a quello dei buoni del tesoro, collocati in un settore, quello alimentare, che tira. In realtà, il bond Cirio non poteva essere piazzato al pubblico. Era, infatti, destinato agli investitori istituzionali che si presume abbiano una conoscenza diversa del prodotto. Per questo motivo non sarà difficile ricorrere in tribunale, augurandosi tuttavia che si riesca ad arrivare a una soluzione che eviti l`insolvenza.

Soldionline.it Che cosa consiglia di fare agli investitori che hanno il bond Cirio in portafoglio?

Lannutti: Nulla. Non devono fare nulla. Se non manifestare alle associazioni dei consumatori e alle autorità di vigilanza, Banca d`Italia e Consob, di essere titolari del bond Cirio. E soprattutto raccontare loro come lo hanno acquistato. Com`è stato loro presentato.

Nel malaugurato caso che la situazione dovesse precipitare sarà necessario andare in tribunale.

Soldionline.it Secondo lei questo epilogo era prevedibile?

Lannutti: Prevedibilissimo. Purtroppo la maggior parte degli impiegati di banca, gli addetti ai borsini, non legge la stampa specializzata oppure non ha l`interesse a farlo. E, purtroppo, la gran parte degli impiegati bancari è incentivata a vendere anche “prodotti spazzatura“ senza porsi domande. Un impiegato che guadagna dai 30 ai 35mila euro l`anno, spesso, se riesce a raggiungere un certo budget, viene premiato con incentivi superiori al suo stipendio annuo. Lo so perché ho lavorato per vent`anni in banca e so come vanno le cose. Segnali d`allarme, che avrebbero dovuto far rifletter gli addetti ai lavori, erano già stati lanciati e purtroppo non sono stati letti dal mondo della finanza che ha ignorato quello che scrivevano gli analisti. Eppure già un anno fa Massimo Mucchetti sull`Espresso metteva in guardia dal rischio Cirio, mentre dieci mesi fa Affari&Finanza, l`inserto economico del lunedì di La Repubblica, aveva pubblicato un articolo sulla brasiliana Bonbril che non poteva non far pensare.

Mi auguro che anche in questo paese si riesca a portare alla sbarra chi consiglia “prodotti spazzatura“ di questo genere. Già l`Argentina ha messo in cattiva luce il sistema delle banche italiane. Con 400mila piccoli risparmiatori che hanno titoli argentini in portafoglio per 14 miliardi di euro. L`1% del Pil congelato a tempo indeterminato.

Le associazioni di tutela dei risparmiatori già stanno chiamando a rispondere in tribunale quelle banche che si sono sbarazzate dei titoli argentini, una volta accortesi che la situazione stava per precipitare piazzandoli ai piccoli risparmiatori, senza far sottoscrivere loro gli attestati di rischio.

Negli Stati Uniti il caso Enron ha portato al varo di una normativa più severa. I responsabili degli scandali finanziari sono finiti in galera. La Sec, l`autorità di controllo Usa, è uscita decapitata dalla vicenda. E i responsabili di quello scandalo sono stati condannati a risarcimenti miliardari. Da noi si va sempre a finire a “tarallucci e vino“. E non è possibile che si prosegua di questo passo. E` necessario che qualcuno paghi, bisogna iniziare a dare l`esempio.

Soldionline.it E gli estremi per procedere contro le banche?

Lannutti: Gli estremi per procedere ci sono. Nessuno dei risparmiatori che si sono rivolti all`Adusbef e all`Intesa dei Consumatori aveva richiesto i bond Cirio. A tutti loro le obbligazioni Cirio sono state consigliate dalle banche. E invece i regolamenti Consob prevedono che proprio perché destinati agli investitori istituzionali questi prodotti finanziari devono essere richiesti dai risparmiatori. E questo sarà un ottimo elemento per procedere. Anche di questo si parlerà al quinto congresso dell`Adusbef che si terrà il 30 novembre a Roma.

In ogni modo le banche che fino ad ora restavano impunite, pian piano vengono chiamate a rispondere delle loro malefatte. E lo dimostrano le sentenze pubblicate sul sito dell`Adusbef (www.adusbef.it) che stabiliscono l`annullamento di alcuni contratti. Insomma, una volta era molto difficile costringere le banche alle loro responsabilità mentre da un po` di tempo la musica è cambiata.
Fino a qualche tempo fa i tribunali avevano più comprensione per le banche. Quello delle banche italiane è un sistema che necessita di più trasparenza e più correttezza.

Soldionline.it Come escono le banche e le autorità di controllo da questa vicenda?

Lannutti: Non ne escono di certo bene. Noi abbiamo fatto esposto alla Consob e alla Banca d`Italia. La Consob si è riscattata rispondendo immediatamente, impegnandosi a esaminare le modalità di collocamento da parte delle banche delle obbligazioni Cirio “per valutarne adeguatezza e correttezza“. Mentre la Banca d`Italia non si è fatta sentire. A uscire male da questa vicenda è proprio la Banca d`Italia che non può continuare a coprire le malefatte bancarie. Il caso Cirio potrebbe rappresentare un`occasione per voltare pagina, ma a quanto pare non c`è l`interesse a farlo a causa del conflitto d`interessi con le banche, e non solo del capitale.
Insomma questa è l`Italia che ha visto molti crack annunciati, ha vissuto il caso Montedison, quello del Banco di Napoli per fare alcuni nomi. Il default Cirio, il primo corporate bond dichiarato inadempiente in questo Paese, deve far riflettere non solo le banche, anche i risparmiatori devono trarne qualche lezione. Prima tra tutte quella di non fidarsi delle banche.
Prima di firmare, leggete attentamente i prospetti che le banche vi sottopongono anche se scritti in caratteri minuscoli.
Informatevi sempre su quello che state per sottoscrivere. Come ultima considerazione cita il caso dell`americana Enron che ha portato a leggi più rigide in materia di falso in bilancio negli Usa, mentre da noi questa legge è stata depenalizzata.
Eppure anche in Italia qualcuno deve iniziare a pagare altrimenti questi signori continueranno impuniti a fare quello che hanno fatto finora confidando anche nei tempi lunghi della giustizia italiana.

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