20 Novembre 2020

Tar, l’ordinanza resta ma le scuole sono nel caos

Alla fine il Tar di Bari ha deciso di non decidere sulla questione scuole: rimarranno aperte con discrezionalità sulla Didattica a distanza. giudici amministrativi hanno infatti dichiarato la materia del contendere superata dai fatti e dalle decisioni successive, hanno quindi giudicato “improcedibili” ricorsi formulati in precedenza. Si parla dell’udienza in cui si doveva discutere la richiesta di sospensiva del primo provvedimento del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, quello che il 28 ottobre aveva disposto lo stop delle lezioni in presenza nelle le scuole di ogni ordine e grado fino al 24 novembre. Il 6 novembre, all’indomani del Dpcm che ha diviso l’Italia in diverse zone a seconda della gravità della situazione, era stato sospeso con decreto monocratico. Passaggio successivo la camera di consiglio, anticipata al 18 novembre su richiesta del presidente Emiliano. Secondo il Tar l’emanazione di una nuova ordinanza da parte della Regione, la seconda, quella che proprio il 6 novembre aveva preso atto della riapertura “forzata” di elementari e medie (con Dad e assenze giustificate), rende la questione ormai non più attuale. Il nodo cruciale è in una sola frase: “La Regione non ha espressamente subordinato l’efficacia della nuova ordinanza all’esito dello scrutinio dell’odierna domanda cautelare”. Vale quindi la nuova, punto e basta. Il blocco totale della didattica in presenza, tra l’altro “ha perso efficacia a seguito dell’entrata in vigore del Dpcm del 3 novembre” che non consente misure locali più restrittive. Tutto resta com’è oggi. Erano costituiti il Codacons (difeso dall’avvocato Luisa Carpentieri) un gruppo di genitori salentini (assistiti dall’avvocato Pietro Quinto). La Regione Puglia, e in particolare il governatore che aveva chiesto di essere sentito ma che non ha potuto parlare. Il Tar ha ritenuto non più necessaria l’interlocuzione su un atto privo di validità. E il Miur, con l’avvocatura distrettuale dello Stato, che non ha espresso posizioni pro o contro. L’ordinanza è firmata dai giudici Orazio Ciliberti ed estensore Rosaria Palma. Le reazioni sono state in tutti i casi di soddisfazione, sebbene non ci sia stato alcun reale focus sulla materia del contendere. Emiliano ha dichiarato che «con questa ordinanza è consentito, su richiesta delle famiglie, di contemperare il diritto allo studio con il diritto alla salute» «la scuola deve mettere a disposizione di tutti gli alunni la Did, per rispettare il diritto di chi ne fa richiesta». il Codacons che, pur venendosi rigettata l’istanza ha specificato che questa soluzione «consente che le scuole restino aperte e consente ai bambini una serena partecipazione in presenza delle lezioni». «Il vero ri- che Emiliano dimostra di ignorare, è che contrariamente da quanto stabilito dalla sua ordinanza la didattica viene effettuata in presenza in tutte le scuole pugliesi e solo in via eccezionale ed a richiesta può essere effettuata a distanza», ha commentato l’amministrativista Pietro Quinto. La scelta del governatore, quella di demandare ai genitori ogni decisione, non era stata accolta con favore dal mondo della scuola. Si era generato il caos. I genitori, dalle chat di Whatsapp, avevano dovuto scegliere se mandare i figli in classe o farli restare a casa. Gli istituti si erano dovuti organizzare con sistemi di connessione che consentissero collegamenti da ogni singola aula, per includere anche quanti avevano preferito proseguire dalla propria cameretta. poi, gli alunni e i professori in quarantena. Gli orari da rimodulare una settimana e una no. Le chiusure “selettive” in caso di contagi. Le prese di posizione di sindaci di Comuni piccoli che hanno preferito mettere i lucchetti ai cancelli, per evitare ogni problema e per prevenire contagi a raffica. Tale situazione di confusione andrà avanti fino al 3 dicembre. Sempre che la Puglia intera (e non solo Bat e Foggia) finisca per colorarsi di rosso.

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