9 Marzo 2017

Tar, limiti orari al gioco primo round al Comune

Tar, limiti orari al gioco primo round al Comune
le sentenze il
giudice dà ragione al regolamento contro i big del settore ma sui
«gratta&vinci» vincono i tabaccai. palafrizzoni farà ricorso

Tre a uno per Palafrizzoni, ma è solo il primo tempo. Il sindaco Giorgio Gori sa che la partita, forse, non è chiusa definitivamente, anche se per ora incassa le tre sentenze del Tar di Brescia che – respingendo i ricorsi dei big del settore Lottomatica, Lotto Italia e Lotterie nazionali – riconoscono la legittimità delle limitazioni orarie al gioco introdotte dal Regolamento comunale. «Un risultato importante, che fa scuola», commenta il primo cittadino, intenzionato ad andare avanti anche col governo per definire il piano nazionale di riordino della materia. Le motivazioni Il vademecum, apripista in Italia, vede tra le novità principali proprio l’ imposizione ai gestori della «sospensione» di slot machine, videolottery, Gratta & Vinci, tagliandi delle lotterie istantanee e scommesse, dalle 7,30 alle 9,30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21. Il giudice (ed è il punto a sfavore del Comune) ha invece riconosciuto le ragioni del ricorso della Fit (Federazione italiana tabaccai), che mirava a escludere dalle «fasce orarie protette» 10 e Lotto e Gratta&Vinci, «perché oggetto di monopolio di Stato». È solo il primo round. Il sindaco annuncia infatti che Palafrizzoni farà appello al Consiglio di Stato per i Gratta&Vinci. «Pensiamo che la loro esenzione dal regolamento sia una svista del Tribunale. I Gratta&Vinci non hanno le stesse caratteristiche del 10 e Lotto, possono essere acquistati ovunque, dalle edicole ai supermercati, e possono comunque generare comportamenti “compulsivi” o creare dipendenza, anche se per il Tar il fatto che non ci sia di mezzo una macchinetta ma la mediazione di una persona che li vende scongiurerebbe questo rischio», spiega Gori a margine della Giunta, che ieri, in via cautelare, ha riapprovato il Regolamento alla luce delle sentenze del Tar. «Per ora – annuncia infatti Gori – abbiamo tolto dalle limitazioni orarie le categorie 10 e Lotto e Gratta&Vinci. Tutto gli altri obblighi restano in vigore: dalle distanze delle sale dai luoghi sensibili fino all’ affissione dei divieti. Il 20 marzo porteremo in Consiglio comunale il Regolamento per essere riapprovato con le modifiche, in attesa della prossima azione legale sul Gratta&Vinci che per noi ha tutte le caratteristiche per essere considerato dannoso alla salute al pari degli altri giochi». Tra le motivazioni con cui il Tar di Brescia ha dato ragione a Palafrizzoni, infatti, c’ è il riconoscimento che «il sindaco ha agito per garantire la salute e la serenità dei suoi cittadini» e soprattutto dell’ importanza dello studio che il Comune ha fatto prima di stendere il Regolamento. «L’ adozione risulta legittima e la scelta ponderata e maturata alla luce dei preoccupanti dati raccolti, sufficienti per integrare l’ esercizio del potere del sindaco in ottica cautelare per la tutela della salute pubblica», si legge. E in un altro passaggio: «Non appare irrazionale il convincimento che la riduzione oraria delle sale gioco sia di particolare efficacia per interrompere il circolo vizioso del gioco, e non rappresenta un danno particolare pesante per gli esercizi». Il «Gratta&Vinci» Ora la battaglia legale va avanti. Palafrizzoni incassa il sostegno del Codacons nell’ iniziativa di presentare appello sui «Gratta&Vinci». «Appoggiamo il sindaco e il Comune – interviene il presidente Carlo Rienzi -: per tutelare i cittadini e limitare la dipendenza da gioco è necessario passare per provvedimenti come quello di Bergamo». Sull’ altro fronte i tabaccai, soddisfatti per la sentenza del Tar. «Negli ultimi anni c’ è stata una proliferazione ed è necessaria una razionalizzazione, ma il Gratta&Vinci è un gioco nato nelle tabaccherie, attività specializzate e professionali. Sul 10 e Lotto, poi, le disposizioni del Comune erano in contrasto con gli impegni presi con lo Stato», sostiene Luca Mangili, presidente provinciale della Fit. Gli fa eco il presidente nazionale Giovanni Risso: «La sentenza non solo riconosce che le concessioni esclusive e tipiche del tabaccaio non sono accomunabili ad altre tipologie di gioco, ma differenzia le tabaccherie-ricevitorie dalle sale Slot, riconoscendo la funzione di controllo del tabaccaio e il suo ruolo sociale».
benedetta ravizzaelisa riva
 

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