2 Febbraio 2015

Tar, la tassa sugli appalti al giudizio europeo

Tar, la tassa sugli appalti al giudizio europeo

CORRIERE ECONOMIA

Per molti ma non per tutti. Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale in tema di appalti pubblici ha un prezzo e non tutti possono permetterselo. In Italia infatti per proporre un ricorso al Tar in materia di appalti, la legge pretende il pagamento di un importo in tre scaglioni definiti a seconda del valore della base d’ asta: 2 mila euro per appalti che valgono fino a 200 mila euro, quattro mila per quelli che vanno fino a 1 milione e 6 mila per quelli che superano questa soglia. Cifre che valgono per il primo grado perché per l’ appello le quote da pagare vanno da 3 a 9 mila euro. La «tassa sul Tar» (come è stato ribattezzato il contributo unificato) ha sollevato polemiche e proteste da parte di avvocati amministrativisti e associazioni di consumatori (primo fra tutti il Codacons) finché, il Tribunale amministrativo di Trento non ha rimesso alla Corte di Giustizia Ue la compatibilità con il diritto comunitario. L’ udienza si terrà l’ 11 febbraio «Attendiamo con fiducia – spiega l’ amministrativista Maurizio Zoppolato – perché riteniamo che questa norma sia incompatibile con il diritto comunitario». Eppure la disposizione aveva una ratio evidente: porre un freno all’ abuso di ricorsi al Tar che di fatto bloccano spesso le gare pubbliche al punto che qualcuno sostiene che negli appalti in Italia lavorano più gli avvocati dei muratori. «È un’ esagerazione – spiega Zoppolato -. In realtà la grande maggioranza degli appalti non è oggetto di ricorso. Ma non è tanto questo che contestiamo, quanto il meccanismo che è stato creato: se per ricorrere contro un appalto da 80 mila euro che ritieni falsato o errato devi mettere in conto il pagamento di una tassa da 2 mila euro, oltre alle parcelle e alle spese vive, chiunque rinuncia. Diverso è il discorso per gli appalti che valgono milioni di euro. Non sembra esserci proporzione nella quantificazione del contributo». Probabilmente si punta all’ effetto dissuasivo proprio per i ricorsi contro gli appalti meno costosi, che però sono quelli più numerosi. «Ma gli appalti minori sono proprio quelli a più alto rischio di trucco e alterazione – obietta Zoppolato -. Tra l’ altro non bisogna dimenticare che i ricavi del contributo unificato non sovvenzionano la giustizia amministrativa e invece per sostenere la rapidità e l’ efficienza dei ricorsi serve denaro. A questo punto non resta che sperare nell’ intervento della giustizia comunitaria in modo da correggere una norma che non velocizza il sistema e non aumenta il controllo di legalità negli appalti pubblici». I. TRO.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox