23 Novembre 2001

Tar, la pillola del giorno dopo non è aborto

Tar, la pillola del giorno dopo non è aborto

Il Tar del Lazio ha riconosciuto che la pillola d`emergenza non è abortiva: il farmaco potrà essere venduto liberamente.

E` POLEMICA SUL FOGLIETTO ILLUSTRATIVO

ROMA – La pillola del giorno dopo non è abortiva. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, ponendo fine alla querelle aperta da alcune associazioni, tra cui il Movimento della Vita, che avevano presentato ricorso al giudice amministrativo contro il decreto del Ministero della salute che autorizzava l`immissione in commercio del farmaco “Norlevo“. Un ricorso contro il quale il Codacons aveva opposto una serie di motivazioni a tutela della libertà di scelta di ogni individuo.

La prima sezione del Tar non ha ravvisato, in sostanza, alcun contrasto tra il decreto e la legge 194. Il Norlevo, si spiega, agisce infatti con effetti contraccettivi “prima dell`innesto dell`ovulo fecondato nell`utero materno“.

“Con questa sentenza – ha commentato il Codacons – il Tar ha voluto garantire un diritto fondamentale dell`uomo: la libertà di scelta. La pillola del giorno dopo non deve essere considerata aborto e alla donna viene così riconosciuta totale libertà di concepimento“.

La sentenza del Tar aggiunge ulteriore chiarezza, elimina definitivamente qualsiasi dubbio sulla “pillola del giorno dopo“, e conferma ciò che gli addetti ai lavori hanno sempre sostenuto. Così Luigi Cersosimo, presidente dell`Associazione dei ginecologi consultoriali (Agico) “saluta“ il pronunciamento del Tribunale amministrativo sulla “non abortività“ del Norlevo, anticoncezionale a base di progesterone.

La pillola è diponibile in Italia da circa un anno, e può essere prescritta da qualsiasi medico, non necessariamente uno specialista, anche se, secondo Cersosimo le strutture dei consultori famigliari “sono le più adatte, perchè forniscono tutto il supporto necessario ad una contraccezione valida e sicura“. Quanto al meccanismo di azione del medicinale, in caso di rapporti a rischio “e` noto agli specialisti che il farmaco sposta solo l`ovulazione avanti nei giorni, impedendo cosi` il concepimento“. Nessun problema “morale“ quindi, “basti pensare che -riferisce il ginecologo – in altri paesi non è necessaria neanche la prescrizione del medico“.

Anche Luca Volontè, presidente del gruppo Ccd-Cdu di Montecitorio che hanno criticato l`associazione dei consumatori, ha così commentato:
“Non entro in tecnicismi giuridici, ma mi sembra eccessivo spacciare l`uso di tali farmaci come la normale assunzione di aspirine. Auspichiamo che questi principi possano essere al più presto effettivi nel nostro paese visto che l`Italia ha firmato la convenzione del Consiglio d`Europa di Oviedo, che tutela la dignità dell`essere umano fin dall`inizio della sua vita“.

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