2 Novembre 2019

Tappi, bottiglie, buste: la plastic tax è servita

bufera sulla nuova imu-tasi, limitata la stangata sulle auto aziendali. tra ritocchi e ritirate ecco che cosa cambierà al test dell’ aula
di Antonio Troise ROMA Questa volta l’ assalto alla diligenza dei conti pubblici è cominciato prima del tempo. Non è ancora approdata in Parlamento e già sulla manovra economica del 2020 si annuncia una raffica di emendamenti, oltre a qualche conferma, come per esempio la nuova Imu. A proporre ritocchi sono soprattutto i partiti della maggioranza. Si litiga molto sulla plastic tax, che colpirà molti prodotti di largo consumo: dalle bottigliette per l’ acqua alle bibite, dai contenitori del latte alle buste di insalata. Secondo le associazioni dei consumatori la stangata potrebbe attestarsi sui 100 euro a famiglia. Il Codacons è più pessimista: l’ esborso potrebbe lievitare fino a 165 euro, considerando anche lo stop alle agevolazioni per il gasolio. I renziani già ne hanno chiesto la cancellazione. Stesso discorso sulle auto aziendali. Nell’ ultima versione della manovra il governo ha deciso di escludere dall’ aumento delle imposte le vetture elettriche o ibride. Ma è uno sconto insufficiente. Attualmente si paga il 30% di una cifra che dipende dal costo chilometrico e dal tipo di vettura utilizzata. Con la Finanziaria l’ esborso raddoppierebbe, aumentando così anche l’ imponibile su cui sono calcolati Irpef, tributi locali e contributi previdenziali. Nel mirino anche la sugar tax, la nuova imposta sulle bevande zuccherate. Senza contare, poi, l’ avvio della super-Imu, che comprenderà anche la Tasi. L’ aliquota base aumenta dal 7,6 all’ 8,6 per mille. I sindaci potranno azzerarla, ma anche farla salire fino al 10,6 per mille. Ma i Comuni che già avevano portato al massimo entrambe le tasse potranno alzare l’ imposta fino all’ 11,4. Confedilizia ha già fatto suonare l’ allarme: «È una patrimoniale». Spariscono dalla legge di bilancio i 100 milioni previsti per rimpinguare le indennità dei dirigenti dei ministeri, dopo il no di M5s. Ma restano le tensioni sull’ eliminazione delle detrazioni per i redditi oltre i 120mila euro: la misura potrebbe riguardare anche le spese sanitarie per patologie gravi. Si studiano correttivi. Il problema, però, restano le coperture. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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