8 Gennaio 2020

Tap a giudizio per il gasdotto

Comincera’ l’ 8 Maggio prossimo dinanzi al Tribunale di Lecce il processo a 18 persone, tra cui i vertici di Tap (Trans Adriatic Pipeline), e alla stessa societa’, per i presunti reati ambientali compiuti nella costruzione del tratto terminale del gasdotto nel territorio di Melendugno che dalla frontiera greco turca attraversera’ Grecia e Albania per approdare sulla costa di San Foca di Melendugno, nel Salento. Il procuratore di Lecce, Leonardo Leone De Castris e il sostituto Valeria Farina Valaori hanno notiicato un decreto di citazione diretta a giudizio per 18 persone e per la stessa societa’ Tap. Sono 15 le parti offese, tra le quali la Regione Puglia nella persona del presidente Michele Emiliano, otto Comuni rappresentati dai rispettivi sindaci, tra cui quello di Melendugno, Marco Poti’, e il Ministero dell’ Ambiente; poi Alfredo Fasiello, presidente del Comitato No Tap Salento e le associazioni Vas Onlus, Codacons e Italia Nostra. Tra gli imputati igurano gli attuali vertici della societa’ Tap, Luca Schieppati ed Elisabetta De Miche lis, l’ ex country manager di Tap Michele Mario Elia, il project manager della socie ta’ e responsabile in materia ambientale, Gabriele Paolo Lanza; i dirigenti della socie ta’ Saipem, appaltatrice dei lavori di costruzione del microtunnel e del tratto di condotta offshore Albania -Italia, e i titolari delle aziende appaltatrici e subappaltatrici dei lavori. L’ inchiesta riguarda una serie di reati ambientali, tra i quali l’ aver realizzato il tratto inale del gasdotto su aree sottoposte a vincolo paesaggistico senza autorizzazioni e lo sversamento di acque relue industriali che avrebbero contaminato con sostanze pericolose la falda acquifera. Il processo si aprira’ l’ 8 Maggio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Lecce in composizione monocratica. EMILIANO: «REGIONE PARTE CIVILE, IL TEMPO CI HA DATO RAGIONE» “Dopo l’ Ilva, anche su Tap abbiamo avuto ragione. Le preoccupazioni della Regione Puglia hanno trovato un fondamento evidente: ci sarà un processo per la costruzione del gasdotto Tap e noi ci costituiremo parte civile a tutela della Puglia”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con riferimento al processo che inizierà l’ 8 maggio prossimo dinanzi al Tribunale di Lecce. “Gli attacchi politici che ho subito sinora – aggiunge Emiliano con riferimento al gasdotto Tap – hanno cercato di convincere l’ opinione pubblica da un lato che si trattava di un semplice tubo che passa sotto una spiaggia. Dall’ altro che l’ opera si potesse bloccare. La Regione Puglia, senza mai prendere in giro nessuno, ha sempre chiesto di spostare l’ approdo del gasdotto in una zona già in frastrutturata (e non su una delle più belle spiagge dell’ Adriatico) e di sottoporre l’ opera alle cautele imposte dalla direttiva comunitaria “Seveso”, trattandosi di uno stabilimento in cui sono presenti sostanze pericolose. Abbiamo anche assunto ogni iniziativa giudiziaria possibile per tutelare il nostro territorio dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Ora inalmente la Magistratura farà chiarezza sull’ individuazione del terminale di ricezione del gas in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, idrogeologico e zone agricole di “notevole interesse pubblico”, secondo l’ accusa in assenza delle autorizzazioni dovute. Sull’ ex Ilva: lo abbiamo detto per anni, da soli, che la decarbonizzazione era l’ unica strada possibile. Oggi che tutti ci danno ragione bisogna realizzarla”. “Il 2020 da poco iniziato – si legge in una nota del movimento – sarà ricordato come l’ anno in cui un centinaio di salentini verranno costretti a subire il giudizio in un’ aula di tribunale, non per aver cercato di trarre beneici personali tramite azioni delittuose ma per essersi attivati al ine di impedire la devastazione del proprio territorio. Dal 9 gennaio, data della prima udienza, e per tutti i mesi successivi, le aule del tribunale di Lecce vedranno alla sbarra cittadini di tutte le età ed occupazione – casalinghe, pensionati, studenti, commercianti, artisti, tecnici, operai – accumunati dalla partecipazione alla resistenza popolare contro il TAP”. “Questa alluvione di rinvii a giudizio, che si è aggiunta alle pesantissime multe comminate a tanti attivisti, ha il duplice obiettivo di cercare di iaccare la resistenza di un movimento che da tre anni si sta opponendo all’ imposizione dell’ opera, e contemporaneamente fungere da avvertimento per chi volesse unirsi alla protesta”, sottolineano i No TAP. “Mentre da un lato l’ informazione e la politica celebrano Greta Thunberg, che invoca un’ azione decisa per contrastare i cambiamenti climatici, dall’ altro vengono processati proprio coloro che materialmente si oppongono ad un’ opera palesemente climalterante come il TAP, che contribuisce a legare per altri decenni il nostro futuro energetico ai combustibili fossili”, prosegue la nota. “Tale situazione paradossale è diventata ormai oggetto di attenzione a livello internazionale. I procedimenti penali verranno monitorati dall’ organizzazione Front Line Defenders, mentre un’ apposita istruttoria sulla devastazione della Natura e le violazioni dei diritti delle comunità verrà aperta dal Tribunale Internazionale per i Diritti della Natura. Uno dei suoi autorevoli membri, l’ economista Alberto Acosta, un mese fa ha potuto constatare direttamente la gravità della situazione salentina”.

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