9 Giugno 2004

Tanzi indagato a Bologna

Tanzi indagato a Bologna

Anche le concessionarie sotto l`«ombrello» di Bondi


Calisto Tanzi indagato dalla procura di Bologna: l`ipotesi di reato è quella di truffa. E` uno dei primi passi dell`inchiesta avviata dai pm Enrico Cieri e Flavio Lazzarini dopo che una società di factoring, l`Emil-Rofactor aveva presentato una denuncia nei confronti della Parmalat. Per ora il nome di Tanzi è l`unico sul registro degli indagati, ma i magistrati _ che hanno acquisito vari documenti _ starebbero valutando se ampliare la rosa degli indagati. I fatti al centro della denuncia per truffa, presentata qualche tempo fa dall`avvocato Armando D`Apote, ricordano il sistema messo in piedi per gonfiare i bilanci dell`azienda di Collecchio, basato su concessionarie della casa madre eterogestite e di fatture di natura incerta.
Nel caso di Bologna però viene ipotizzata una vera e propria truffa. Secondo la denuncia, la Parmalat cedeva suoi prodotti alle concessionarie, partecipate direttamente o indirettamente dalla casa madre, che emettevano fatture. Il credito della Parmalat nei confronti delle concessionarie veniva poi ceduto alla società di factoring. Il passo successivo era quello di emettere una nota di credito con cui veniva annullato il debito delle concessionarie. Così la società di factoring non poteva più esigere il debito. La cifra di cui si parla nelle denuncia è di sette milioni e mezzo di euro. E` appunto, in parte lo stesso sistema scoperto dai magistrati delle procure di Parma e Milano che indagano sul crac Parmalat: un sistema per farsi pagare due volte le fatture emesse per le concessionarie, circa 30 in Italia, controllate da due società con sede legale nei Caraibi, e che poi tramite un`altra società ancora facevano capo alla Parmalat. Anche in questo caso il credito veniva ceduto a società di factoring, che così anticipavano il pagamento delle fatture a Parmalat.

I bilanci del gruppo di Tanzi venivano ritoccati in questo modo verso l`alto. Dei rapporti di simbiosi tra Parmalat e le concessionarie aveva parlato Claudio Pessina, contabile del gruppo di Collecchio, nell` interrogatorio del 23 dicembre scorso: «In realtà Parmalat fatturava alle concessionarie, ma con altri mezzi di pagamento che non contemplavano l`emissione di ricevute bancarie (Ri. Ba., ndr). Pertanto le Ri.Ba. trasmesse per l`incasso alle banche erano… un mero artificio per ottenere indebite anticipazioni».

Riesame per Bernardoni – Intanto ieri si è svolta l`udienza davanti al Tribunale del riesame di Bologna relativa all`appello presentato per il ritorno in libertà di Romano Bernardoni, l`imprenditore bolognese ex presidente di Parmatour e uomo di fiducia di Tanzi, arrestato il 25 febbraio scorso nell`ambito dell`inchiesta di Parma sul crac della Parmalat. Il Tribunale si è riservato la decisione. Bernardoni è attualmente ai domiciliari.

Le 32 concessionarie – Sono intanto salite a 63 le società della galassia Parmalat ammesse alla procedura dell`ammistrazione straordinaria, in base alla legge Marzano. Ora spetta al nostro tribunale (già oggi?) decidere se dichiararne lo stato di insolvenza. Ma di che società di tratta? Trentadue sono concessionarie operative, in altre parole società _ sparse in tutt`Italia _ che si occupano della distribuzione dei prodotti, legate con contratto di esclusiva al gruppo Parmalat. Dopo il crac anche queste erano state «aggredite» dai creditori, a suon di ingiunzioni. Insomma, con questa nuova mossa, Bondi «salva» la rete distributiva. Si tratta di Albalatte, Alessandria distribuzione, Alinola, Alipad, Aurolat, Bo.lat, Ce.Di Potenza, distribuzione alimenti Brescia, Eural, Firenze Lat, For.ma, Fontal, Froslat, Ge.di.al 2, Golden milk, Leader food, Lucca distribuzione, Milal, Milano latte, Mo.re.al, Monzal, Partenopal, Roma alimenti 2000, Romalatte, Sanrelat, Siena distribuzione, Spelat, Toral, Torino latte, U.di.al, Venezia lat, Veronalimenti 87. Oltre a queste il ministro ha ammesso alla procedura altre due società, la Deutsche Parmalat Gmbh e ParmalatMolkerei Gmbh.

Il Codacons al Tar – Il Tar del Lazio discuterà domani nel merito il ricorso presentato dall`associazione di consumatori Codacons per chiedere la revoca della nomina di Enrico Bondi ad amministratore straordinario di Parmalat. L`esito si conoscerà non prima di una decina di giorni.


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