24 Aprile 2012

Tanzi condannato a 17 anni Risarcimenti ancora a rischio

Tanzi condannato a 17 anni Risarcimenti ancora a rischio

BOLOGNA La Corte d’ Appello di Bologna ha chiuso ieri il secondo capitolo del processo sul crac da 14,5 miliardi di euro del gruppo Parmalat, condannando a 17 anni e 10 mesi di carcere Calisto Tanzi. Ma lui in aula c’ era: l’ ex re del latte è in ospedale per le precarie condizioni di salute. In primo grado, nel dicembre 2010, il tribunale di Parma lo aveva condannato a 18 anni. Sconto di pena più consistente per l’ ex direttore finanziario del gruppo di Collecchio, Fausto Tonna, condannato a 9 anni, 11 mesi e 20 giorni contro i 14 anni di reclusione inflitti dai giudici parmensi. Pena confermata, invece, per Giovanni Tanzi, fratello di Calisto, che in primo grado aveva ricevuto una condanna a 10 anni e sei mesi. Pene ritoccate o confermate anche per altri ex dirigenti, sindaci o membri del cda della società. Per Fratta (unico imputato in aula) e Panizzi, invece, la corte ha deciso il non luogo a procedere per sopravvenuta prescrizione. Infine, sostanziale conferma dei risarcimenti per le parti civili, come chiesto dall’ accusa. Il problema resta trovare i beni su cui potranno rivalersi le decine di migliaia di piccoli azionisti, dato che il presunto «tesoro» di Tanzi non è stato trovato e che i patrimoni degli imputati da soli non consentono di coprire la cifra astronomica della provvisionale. L’ avvocato Grosso che tutela 32.000 parti civili, ricorda che in passato è stata seguita la via delle transazioni con banche e società di revisione, che ha consentito «il recupero di buona parte del danno». Per il Codacons, le banche italiane «che nella vicenda Parmalat hanno avuto un ruolo essenziale, meriterebbero la medesima condanna inflitta a Tanzi».Intanto, i legali dell’ ex patron della Parmalat, che avevano chiesto l’ assoluzione per l’ accusa di associazione a delinquere e avevano confermato la disponibilità al patteggiamento a 5 anni di reclusione per l’ accusa di bancarotta fraudolenta, hanno annunciato il ricorso in Cassazione. Nell’ udienza del 26 marzo scorso, Tanzi pronunciò un mea culpa affermando di essere «pienamente consapevole degli errori commessi» e sostenendo che avrebbe «portato per sempre il peso indelebile per le sofferenze causate». Arrestato nel 2003 e condannato in via definitiva dal tribunale di Milano nel 2011, l’ ex re del latte ha fatto la spola negli ultimi anni tra il carcere e l’ Ospedale maggiore di Parma e i suoi legali da mesi insistono: le sue condizioni di salute «sono scadute e non sono certamente buone». Per questo non gli è stato comunicato ancora l’ esito del processo di appello, mentre si spinge per la concessioni degfli arresti domiciliari.

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