3 Aprile 2006

Tante sigle in ordine sparso

Le associazioni hanno un unico scopo, difendere i consumatori, ma lo perseguono con strategie e strutture parzialmente differenti. – Quota associativa. Un primo dato: tutte richiedono una quota associativa anche se i prezzi sono molti variabili. Si va dall`euro simbolico di alcune, come mostra la tabella sopra, fino ai 73 euro di Altroconsumo. Quote che vanno a coprire i costi sostenuti per strutture, dipendenti, e soprattutto per la produzione di materiale informativo e vere e proprie pubblicazioni periodiche. Alcune danno la possiblità di pagare quote ordinarie, che danno diritto esclusivamente alla fruizione dei servizi, oppure quote più alte per chi vuole essere “ socio sostenitore“. è il caso dell`Adusbef ( 25 oppure 100 euro) o del Movimento a difesa del cittadino ( 1 o 25 euro). Ci sono poi le agevolazioni per chi è già iscritto a quei soggetti che materialmente hanno fondato l`associazione. Ecco allora Federconsumatori scontare l`iscrizione a sole 10 euro per gli appartenenti a Cgil, come fa Adiconsum ( 15 euro) con Cisl o la Lega Consumatori verso gli iscritti alle Acli ( 12 euro contro 25). Ma c`è anche chi, come Confconsumatori, agevola i cittadini con meno disponibilità economiche quali studenti, pensionati e disoccupati, che pagano quote ridotte da 50 a 33 euro. 7 Perché tante sigle. Se però non vi fossero differenze non si capirebbe il motivo dell`esistenza di così tante sigle. Ecco perché, su alcune questioni, le associazioni finiscono per raggrupparsi o dividersi. Quattro di queste – Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – hanno dato vita all`Intesa dei consumatori, un sodalizio che serve a dare maggior rilievo ad alcuni temi, tra cui spicca frequentemente l`allarme contro il caro tariffe Rca. D`altro canto, però, le associazioni dell`Intesa si dividono proprio sulla conciliazione Rca ( si veda il Dossier Polizze Danni allegato), cioè quella procedura che mette insieme rappresentanti dei consumatori e delle compagnie assicurative per dirimere alcuni reclami, evitando di arrivare dal giudice: Adusbef e Cadocons non vi aderiscono mentre le altre due sì. Fuori dal Cncu. E questo non è nulla, poiché vi sono due associazioni, note e per nulla minori, che per scelta non aderiscono al Cncu, il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti. Rinunciando ai finanziamenti per mantenere maggiore distanza da quegli stessi soggetti, pubblici e soprattutto privati, con cui quotidianamente si dibatte. “ Con circa 70mila associati non avremmo difficoltà a farne parte ma non siamo d`accordo con questa commistione delle associazioni con il settore pubblico, e tantomeno con il fatto di ricevere finanziamenti e gettoni di presenza per le riunioni del Cncu “ spiega Vincenzo Donvito, presidente nazionale dell`Aduc ( 25 euro di quota associativa annuale), soggetto che concentra la sua attività di assistenza al telefono e si mantiene soprattutto con la produzione di materiale giornalistico e informativo. “ Allo stesso modo – prosegue – riteniamo che anche la conciliazione, nella maggior parte dei casi, si riveli una perdita di tempo. E nella famosa vicenda dei prodotti finanziari del Monte dei Paschi abbiamo avuto ragione, poiché abbiamo indirizzato i nostri assistiti direttamente dal giudice che alla fine ha accolto le nostre richieste “ . Lo stesso fa Telefono Blu, associazione nata nel 1989 che raggruppa diversi marchi ( telefonoblu. it, sosconsumatori. it, telefonoh. it per i disabili) e che opera senza reali strutture, ma grazie a una rete di privati. “ Non abbiamo dipendenti, reinvestiamo il 90% di quanto incassato delle iscrizioni e siamo composti da professionisti, per lo più avvocati, che assistono i consumatori in forma volontaria sulla base di una convenzione con l`associazione “ spiega il presidente Pierre Orsoni, che dichiara la cifra di almeno 60mila casi trattati ogni anno dall`associazione. “ Casi che proviamo a risolvere al telefono o via Internet. Ma quando dall`altra parte le aziende non rispondono non c`è conciliazione che tenga: si va dal Giudice di pace, forti di quanto prescrive il Codice civile “ . Le quote di iscrizione vanno da uno a cento euro Tra i servizi informazioni, consulenze e pubblicazioni.

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