Tante “ricevono” soltanto più online E c’è chi pretende il tampone negativo
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- Cronaca Qui
n Una recente ricerca del Codacons ha rivelato che nemmeno il Covid sembrerebbe scalfire gli affari di un settore come quello del sesso a pagamento dai volumi importanti. Oltre 90mila sex worker stabili e più di tre milioni di italiani che ne usufruiscono, per un giro d’affari annuo di 4,7 miliardi di euro. A sentire le protagoniste, però, la realtà è diversa. «Perché con il coronavirus dice Alessandra, 28 anni, base a Mirafiori clienti si sono dimezzati. Hanno paura, e non vengono più». E loro? Le prostitute? Le risposte sono diverse. Da quella di Paola – «Per me il virus è un’influenza non è cambiato niente» -, alla soluzione adottata da Emilia, che a Torino dice di essere in tour e si rivolge a una fascia di mercato alta come escort. «Io – spiega – incontro soltanto chi mi porta un test rapido negativo. rigorosamente con mascherina, può anche essere un elemento sexy». Altre (e sono tante), invece di persona non ricevono più. E offrono soltanto servizi online, con videochiamate o video realizzati su richiesta in cui soddisfano le pervrsioni più strane. un altro genere di mercato – spiega Ombretta -, gli uomini si lasciano ancor più andare. Con fantasie davvero indescrivibili».
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