Tango-bond, esultano due modenesi
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fonte:
- Modena Qui
Canta ancora vittoria, il Codacons, nelle controversie riguardanti i titoli di Stato dell’ Argentina. E con esso cantano vittoria due persone residenti in provincia di Modena. Che, in seguito a un verdetto del Tribunale di Milano, si sarebbero visti riconoscere un risarcimento di 73mila euro a carico di un istituto che collocò loro i famosi Tango-bond , ovvero Allianz Bank Financial advisor. Come noto, negli ultimi anni la strategia legale delle associazioni di consumatori che assistono i risparmiatori traditi, presunti o reali, punta sull’ ottenere soddisfazione dalle banche che distribuirono in Italia i titoli del Paese sudamericano, piuttosto che dal governo di Buenos Aires: il quale ha già chiuso due offerte di rimborso parziale delle obbligazioni, offerte a cui non tutti i cittadini della Penisola coinvolti hanno aderito (vedere articolo in basso ). Ora c’ è in ballo l’ arbitrato alla Banca Mondiale, ma non è detto che ne esca qualcosa di concreto. E così più di una volta, nelle cause contro le banche collocatrici, i ricorrenti hanno puntato sulla carenza di informazioni fornite al momento della sottoscrizione dei Tango-bond. «Nel caso di specie si era di fronte addirittura ad ordini di acquisto nulli», ha invece scritto l’ avvocato Bruno Barbieri, presidente di Codacons Emilia-Romagna, nella nota che annnuncia la vittoria giudiziaria dei due modenesi. Secondo Barbieri, Allianz Bank Fa, «dopo aver tenuto un atteggiamento ostativo dall’ inizio della controversia risalente al 2008, solo negli ultimi giorni prima della sentenza ha tentato una via transattiva, a quel punto giustamente rifiutata dai risparmiatori». Di seguito, dunque, ecco come il dirigente del Codacons descrive il contenzioso davanti ai giudici: «La banca, che ha tentato, anche sulle carenze informative di cui era accusata circa il rischio legato all’ investimento in bond Argentina, di sostenere che alcuni precedenti acquisti denotassero la natura speculativa dell’ investitore senza dimostrare in alcun modo che nei casi precedenti era stata fornita una adeguata informativa relativa ai rischi legati agli investimenti, ha visto respingere ogni propria tesi sul punto. Tali tesi sarebbero respinte con ancora più convinzione in considerazione della recentissima sentenza della Corte di Cassazione dell’ agosto 2013, che ha stabilito l’ obbligo della banca di fornire copia dei documenti relativi a contratti ed investimenti anche antecedenti al decennio, come appunto erano quelli invocati dalla banca come prova della natura speculativa del risparmiatore senza però produrre alcuna copia di detti ordini in giudizio perché antecedenti al decennio». E adesso il Codacons ha già pronti nuovi fronti di battaglia. «Ora speriamo che le banche siano più concilianti anche con i nuovi filoni di contenzioso che pendono avanti ai Tribunali, ad esempio in materia di bond Lehman Brothers, per evitare ulteriori e sonore sconfitte, come quelle accumulate nel corso degli anni relativamente ai titoli andati di volta in volta in default», conclude l’ avvocato Barbieri. Se per i titoli argentini, una vicenda del 2002, i risarcimenti arrivano ancora adesso, per la Lehman, finita in default nel 2008, potete immaginarvi i tempi.
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