Tango-bond, è caos
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fonte:
- TG FIN
Concambio, si parla di possibile proroga
Caos Argentina: mancano solo due giorni alla scadenza per aderire all`offerta di rimborso di Buenos Aires. Quella che le associazioni dei consumatori hanno sempre definito un vero ricatto. E la situazione appare più che mai confusa. Gli argentini dicono che le cose vanno bene ma non danno dati certi, la stampa sudamericana parla di una possibile proroga. E i risparmiatori non sanno che fare.
Si avvicina per i possessori di bond argentini il termine fissato per aderire all`offerta del governo di Buenos Aires. La scadenza è stata fissata infatti a venerdì 25 febbraio. Ma quel giorno potrebbe non essere l`ultimo per dare il proprio ok. A ventilare l`ipotesi della proroga è la stessa stampa sudamericana. Ma intanto, con l`avvicinarsi della scadenza fissata, le associazioni dei consumatori annunciano mobilitazioni di piazza e l`autorevole professor Victor Uckmar, presidente della società risparmiatori Italia-Argentina, avanza la proposta che il governo di Buenos Aires non rimborsi i finanziamenti 2001 incautamente erogati dal Fondo Monetario Internazionale e utilizzi queste somme per risarcire i possessori di bond. Quanto ai sì all`offerta di concambio, gli ultimi dati in arrivo da Buenos Aires parlano di adesioni pari al 39,96%, per 40,999 miliardi di dollari.
In un`intervista al “Clarin“, dal titolo “Concambio: Kirchner ha detto che si chiude venerdì, ma si parla di proroga“, il quotidiano sostiene che il mercato “ancora non esclude che venerdì si annunci ufficialmente il prolungamento di una settimana nella possibilità di aderire all`offerta“.
Secondo il giornale, questo non sarebbe una indicazione di debolezza, ma semplicemente la volontà di evitare che nell`accumularsi di adesioni degli ultimi giorni non sorgano problemi tecnici e impedimenti. Citando una alta fonte del ministero dell`Economia invece, il quotidiano economico “El cronista“ sostiene che le banche che hanno organizzato lo swap hanno ricevuto indicazioni che l`offerta termina effettivamente alle 18 (le 22 italiane) di venerdì. Ma la stessa fonte ha ammesso che “non si esclude una riapertura dell`operazione un po` più in là, dopo due o tre settimane dalla chiusura del concambio“, come avvenuto con l`offerta della provincia di Mendoza per il bond in default Aconcagua.
“L`idea“ ha concluso la fonte “non è quella di mostrare di voler cercare un`adesione maggiore, ma di dare una ultima opportunità ai piccoli risparmiatori che non avessero ancora aderito“.
Sul fronte italiano, intanto, tornano sul sentiero di guerra le associazioni dei consumatori, che definiscono l`offerta di concambio “un capestro“. E annunciano una manifestazione di piazza per protestare anche contro la riforma del risparmio al varo del governo italiano, “per far comprendere“spiega l`Intesaconsumatori “che non si può continuare a giocare sulla pelle dei risparmiatori traditi“. Ad accendere la reazione delle associazioni di tutela dei consumatori, è arrivata poi la dichiarazione dell`ambasciatore argentino a Roma, Victorio Taccetti, che ha affermato che i detentori di titoli del debito argentino in default che non aderiranno al concambio “resteranno con pezzi di carta senza valore in mano“.
Nelle prossime ore intanto, sul tavolo di Kirchner alla Casa Rosada, arriverà un “atto di diffida“ firmato dalla società Italia-Argentina, in cui, puntando il dito contro le negligenze commesse dal Fondo Monetario Internazionale nell`erogazione di prestiti al Paese sudamericano già in piena crisi economica, si sottolinea come sarebbe opportuno che il governo di Buenos Aires si astenesse dal restituire almeno i finanziamenti ricevuti nel 2001 e utilizzasse queste somme per risarcire gli investitori privati. Uckmar avanza anche una parziale soluzione per le migliaia di risparmiatori italiani: il governo ripari alla sua latitanza concedendo la detraibilità fiscale delle somme perse.
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