Tango bond, l`Argentina verso una proroga dell`offerta
-
fonte:
- La Provincia di Como
Tango bond, l`Argentina verso una proroga dell`offerta
ROMA Quella del 25 febbraio potrebbe non essere la data ultima per l`adesione all`offerta di concambio dei bond argentini in default. A paventare questa ipotesi è la stampa sudamericana. Ma intanto, con l`avvicinarsi della scadenza fissata, le associazioni dei consumatori annunciano mobilitazioni di piazza e, l`autorevole professor Victor Uckmar, avanza la proposta che il governo di Buenos Aires non rimborsi i finanziamenti 2001 incautamente erogati dal Fondo monetario internazionale e utilizzi queste somme per risarcire i possessori di bonds. In un`intervista al «Clarin», dal titolo «Concambio: Kirchner ha detto che si chiude venerdì, ma si parla di proroga», il quotidiano sostiene che il mercato «ancora non esclude che venerdì si annunci ufficialmente il prolungamento di una settimana nella possibilità di aderire all`offerta». Secondo il giornale, questo non sarebbe una indicazione di debolezza, ma semplicemente la volontà di evitare che nell`accumularsi di adesioni degli ultimi giorni non sorgano problemi tecnici ed impedimenti. Citando una alta fonte del ministero dell`Economia invece, il quotidiano economico «El cronista» sostiene invece che le banche che hanno organizzato lo swap hanno ricevuto indicazioni che l`offerta termina effettivamente alle 18 (le 22 italiane) di venerdì. Ma la stessa fonte ha ammesso che «non si esclude una riapertura dell`operazione un po` più in là, dopo 2 o 3 settimane dalla chiusura del concambio», come avvenuto con l`offerta della provincia di Mendoza per il bond in default Aconcagua. Sul fronte italiano, intanto, tornano sul «sentiero di guerra» le associazioni dei consumatori, che definiscono l`offerta di concambio «un capestro». E annunciano una manifestazione di piazza per protestare anche contro la riforma del risparmio al varo del governo italiano, «per far comprendere – spiega l`Intesaconsumatori – che non si può continuare a giocare sulla pelle dei risparmiatori traditi». A dar fuoco alla reazione delle associazioni di tutela dei consumatori, è arrivata poi la dichiarazione dell`ambasciatore argentino a Roma, Victorio Taccetti, che ha affermato che i detentori di titoli del debito argentino in default che non aderiranno al concambio «resteranno con pezzi di carta senza valore in mano». Nelle prossime ore intanto, sul tavolo di Kirchner alla Casa Rosada, arriverà un `atto di diffidà firmato dalla società Italia-Argentina, presieduta dal professor Victor Uckmar, in cui, puntando il dito contro le negligenze commesse dal Fondo Monetario Internazionale nell`erogazione di prestiti al Paese sudamericano già in piena crisi economica, si sottolinea come sarebbe opportuno che il governo di Buenos Aires si astenesse dal restituire almeno i finanziamenti ricevuti nel 2001 e utilizzasse queste somme per risarcire gli investitori privati. Uckmar avanza anche una parziale soluzione per le migliaia di risparmiatori italiani rimasti con un palmo di mano: il Governo ripari alla sua latitanza concedendo la detraibilità fiscale delle somme perse.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: argentina, bond, buenos aires, concambio, intesa, kirchner, Risparmiatori
