Tangenziale a 50 all’ ora? «Tanto c’ è sempre la fila»
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fonte:
- Il Messaggero
le reazioni
al nuovo limite tra ironia e preoccupazione: «meglio il divieto a 70»
automobilisti e residenti: «più controlli ma servirebbe un sistema di
tutor» l’ asaps: «una velocità regolare determina scorrevolezza e limita
gli incidenti è una semplice legge della fisica»
IL PROVVEDIMENTO Cinquanta chilometri orari sulla Tangenziale? «Magari arrivarci. A volte facciamo prima ad andare a piedi, visto che c’ è sempre la fila». Tra nuovi limiti di velocità e schiere di autovelox pronti a stanare chi preme sull’ acceleratore, l’ ironia nel popolo di automobilisti e centauri non manca in queste ore. La rivoluzione dell’ high line capitolina (meno suggestiva e più caotica di New York) prospettata dal nuovo provvedimento firmato lo scorso 28 giugno dalla sindaca Virginia Raggi, e anticipato da Il Messaggero, non lascia indifferente il grande pubblico. Auto e moto club, associazioni di consumo e comitati di residenti, gli occhi, pardon i fari, in queste ore sono tutti puntati sull’ arteria pensile, croce e delizia del popolo su ruote della Capitale. Anche perché, come dicono dal Moto Club di Roma: «Almeno il 40% dei nostri associati prende quotidianamente la tangenziale per muoversi a Roma». LE REAZIONI «Sarà difficile superare i limiti di 50 visto il traffico. Talvolta raggiungere i 50 chilometri sulla Tangenziale di giorno sembra un miraggio – ironizza Gino Carletti consigliere del Moto Club Centurioni – Anche con la moto ci sono orari in cui si va pianissimo. Se le motivazioni riguardano, come leggo, per contenere l’ inquinamento acustico, forse avrebbe più senso installare i pannelli fono-assorbenti nei punti più critici, a ridosso delle abitazioni. Ci si preoccupa forse troppo dell’ alta velocità, quando il problema della Tangenziale spesso è il traffico rallentato per intasamenti. Servono altri provvedimenti, il massimo che si raggiunge di giorno possono essere i 70 o 80 chilometri orari». Cauti ancora i residenti. «50 chilometri orari forse sono un limite eccessivo, a volte facciamo prima ad andare a piedi. Può bastare il divieto di superare i 70, come è previsto sotto il viadotto», interviene sul traffico a passo di lumaca Daniela Mattiuzzo Brunetta, presidente del Comitato Sacco Pastore Esterno che sui rapporti critici tra la Tangenziale e il quartiere Nomentano si è sempre battuto. «Noi siamo sempre stati a favore dei limiti di velocità, ma con intelligenza – dice la Brunetto – Sono già passati quattro anni dal primo tavolo di concertazione che facemmo con l’ allora assessore Ghera per mettere i rilevatori di velocità soprattutto per la notte quando la Tangenziale si trasforma in una pista da Formula 1. Nulla di fatto però, è arrivato solo il divieto di transito dalle 23 alle 6 nel tratto dalla Nomentana al Ponte delle Valli, anche se qualcuno lo fa ancora, visto gli scarsi controlli». D’ accordo Marco Orlandini, alla guida del comitato di San Lorenzo: «Forse i 50 chilometri all’ ora sono un pò severi: tipici del centro urbano, ma non per questo tipo di scorrimento. Comunque, come cittadino che percorro giornalmente la Tangenziale, un limite di velocità non è sbagliato per la sicurezza delle persone, visto gli incidenti che avvengono». POLIZIA STRADALE Una lettura analitica sul provvedimento arriva dal presidente dell’ Asaps, l’ Associazione amici della polizia stradale per voce del suo presidente Giordano Biserni: «Se la logica è quella di cadenzare il traffico ad una velocità omogenea e di sicurezza, la misura potrebbe essere efficace. Perché lì dove ci sono velocità elevate si crea una maggiore incidentalità spicciola che crea rallentamenti e traffico nell’ itinerario. Questo è un dato di fatto. Bisogna aggiungere che non sempre i limiti di velocità sono stati trovati per logiche di sicurezza, tanto che la reazione nei confronti dei limiti è stata fortissima. Se i limiti fossero posti in maniera intelligente ne guadagneremmo tutti. Quello che servirà, comunque, è un periodo di sperimentazione: la medicina stradale dell’ autovelox sulla Tangenziale andrà monitorato per verificarne l’ effettiva efficacia. E magari, l’ idea dell’ autovelox potrebbe essere corroborata dall’ installazione di un tutor». Proprio il sistema del tutor trova d’ accordo il Codacons, l’ associazione per i diritti dei consumatori che, con il suo presidente Carlo Rienzi, interviene nel dibattito sul provvedimento voluto dalla Raggi: «Serve un provvedimento innovativo in grado di limitare fortemente il numero di morti e di incidenti, ossia l’ installazione del Tutor, sistema già presente sulle autostrade e che monitora i tempi di percorrenza su una determinata tratta. A differenza degli autovelox – insiste Rienzi – che riducono la velocità delle automobili solo in corrispondenza della loro ubicazione, il Tutor porta gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità lungo tutto il percorso che affrontano, e i dati dimostrano che è l’ unico sistema in grado di azzerare i decessi sulle strade e ridurre sensibilmente i sinistri». Laura Larcan © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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