21 Luglio 2016

Tangenti sanità, Rizzi evita il carcere E la compagna patteggia quattro mesi

Tangenti sanità, Rizzi evita il carcere E la compagna patteggia quattro mesi
la
sentenza rigettata invece la richiesta di patteggiamento dell’
imprenditrice paola canegrati per l’ ex presidente leghista della
commissione sanità in regione la pena è di due anni e mezzo

L’ ex papà della riforma sanitaria lombarda, il varesino Fabio Rizzi, da tempo residente a Faloppio a casa della sua compagna, accusato di corruzione nel maxi scandalo sulla sanità odontoiatrica in Lombardia non tornerà in carcere. Il Tribunale di Monza ha infatti accolto la richiesta di patteggiamento a due anni e sei mesi presentata dall’ avvocato del leghista e, con ogni probabilità, lo stesso Rizzi chiederà l’ affidamento in prova ai servizi sociali così da chiudere i conti con la giustizia senza più rimettere piede in cella. Il patteggiamento La notizia del patteggiamento di Rizzi non è una buona notizia per chi aveva avanzato pretese di risarcimento del danno nell’ ambito dell’ inchiesta: tutte le richieste connesse al rito abbreviato, infatti, sono state rigettate dal giudice. Condanna a 4 mesi con rito abbreviato, con la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel casellario giudiziale, per la compagna di Rizzi, la comasca Lidia Pagani accusata di favoreggiamento personale per aver accettato il ruolo di prestanome dell’ ex assessore, così da ricevere per conto del convivente il prezzo della corruzione. Per lei il giudice ha sentenziato una pena a quattro mesi. Lady dentiera a processo Il giudice ha invece rigettato l’ istanza di patteggiamento – che pure aveva ottenuto il parere positivo del pubblico ministero – per la zarina delle cliniche odontoiatriche, Paola Canegrati, l’ imprenditrice accusata di aver “unto” il sistema pubblico pur di fare affari milionari nell’ ambito dei servizi odontoiatrici. La Canegrati aveva chiesto di poter patteggiare una pena a 4 anni e due mesi di reclusione, richiesta respinta: dovrà comparire in aula il 6 ottobre prossimo nel processo a suo carico. Nel frattempo l’ imprenditrice ha però ottenuto gli arresti domiciliari, in attesa della prima udienza. Sempre il giudice di Monza ha anche ritenuto inammissibile la costituzione come parte civile di Regione Lombardia, Istituti Clinici di Perfezionamento, Ordine dei medici e Codacons, accogliendo così la richiesta dell’ avvocato difensore di Rizzi. Rizzi era finito in carcere nel febbraio scorso e vi era rimasto per tre mesi nell’ ambito dell’ inchiesta che lo vedeva accusato di aver accettato nel febbraio 2013 poco meno di 20mila euro per pagarsi i gadget griffati Lega Nord in vista della campagna elettorale e di essersi visto attribuire parte degli utili di alcune delle società di “lady dentiera” Canegrati, nonché di aver ottenuto il pagamento (assieme al suo braccio destro Mario Longo, che ha patteggiato la pena a 2 anni) di 50mila euro in occasione della vendita a terzi, da parte della Canegrati, di quote del suo gruppo imprenditoriale. Il processo sullo scandalo tangenti nella sanità pubblica proseguirà dunque solo per lady dentiera, per due suoi soci, per il dirigente di odontoiatria al Policlinico di Milano e per il supervisore del servizio di odontoiatria dell’ ex Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate. • P. Mor.
 

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