7 Maggio 2019

Tangenti e affari con le cosche: trema la politica lombarda

 

Associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, e finalizzata al compimento di più delitti di corruzione, finanziamento illecito ai partiti politici, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, false fatturazione per operazioni inesistenti, auto-riciclaggio e abusi d’ufficio. E’ la lista dei reati per cui è stato emesso un provvedimento cautelare personale nei confronti di 43 persone: 12 in carcere, 16 agli arresti domiciliari, tre all’obbligo di dimora e 12 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nella maxi operazione in corso tra Piemonte e Lombardia, dove sono impegnati 250 militari della Guardia di finanza di Varese e dei Carabinieri di Monza-Brianza, sono stati coinvolti anche esponenti politici di rilievo.
Tra gli arrestati i forzisti Tatarella e Altitonante

Come riferisce l’Agenzia Dire (www.dire.it) le misure cautelari riguardano, tra gli altri, il consigliere comunale di Milano Pietro Tatarella, candidato di Forza Italia alle Europee, e il sottosegretario azzurro della Regione Lombardia Fabio Altitonante. I magistrati hanno anche presentato una richiesta di arresto per il parlamentare di Forza Italia Diego Sozzani, accusato di finanziamento illecito ai partiti.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Milano Raffaella Mascarino, su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia di Milano, al termine di un attività investigativa sviluppata dalla Gdf di Busto Arsizio e dai Carabinieri di Monza, che hanno fatto emergere, come spiegano gli investigatori, “l’esistenza di due sodalizi criminali, attivi nelle province di Milano e Varese, costituiti da esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori, dediti alla commissione di più delitti di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti, finalizzati alla spartizione e all’aggiudicazione di appalti pubblici”.

Il reato associativo è stato contestato a nove delle 95 persone complessivamente indagate.
FONTANA: IO PARTE OFFESA, PARLERÒ CON MAGISTRATURA

“Non dico nulla, ho letto che io sono parte offesa. Quindi per rispetto della magistratura le cose che dovrò dire le dirò a loro“. Così il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in merito all’inchiesta che questa mattina ha portato a diversi arresti, tra cui quello del sottosegretario della Regione Lombardia, Fabio Altitonante.

“Se questo inciderà sulla candidatura? Penso proprio di no- ha specificato uscendo dal Coni, dove si è svolto un incontro sulla candidatura olimpica di Milano-Cortina ai Giochi Olimpici invernali del 2026- se c’è qualcuno che ha commesso degli errori non credo possa incidere sulla corsa olimpica”.
PROCURATORE MILANO: “STIAMO VALUTANDO POSIZIONE FONTANA”

“Non abbiamo ancora interrogato il presidente Fontana, lo sentiremo nei prossimi giorni. Stiamo valutando la sua posizione perché il suo socio di studio (l’ex consigliere regionale forzista Luca Marsico, ndr) ha ottenuto un piccolo incarico in Regione Lombardia“. Lo dice il procuratore di Milano, Francesco Greco, nel corso della conferenza stampa al Palazzo di Giustizia meneghino a seguito della maxi operazione condotta dalla Dda su tangenti e legami tra imprenditori e cosche mafiose.

Greco spiega come questo focus sul governatore lombardo sia staccato dai tre filoni d’inchiesta, nonostante lo stesso procuratore ammetta che il rapporto tra Fontana e Gioacchino Caianello, principale indagato come trait d’unione tra le indagini varesotte e quelle meneghine, fosse “di lunga data“. Greco specifica anche che questo nuovo episodio in cui rientrebbe Fontana “è emerso da indagini recenti”, e dunque “stiamo valutando se la procedura di gara è stata regolare”.
PROCURATORE GRECO: “SI RIVEDE COLLUSIONE COSCHE-IMPRENDITORI LOMBARDI”

“In Lombardia da tempo politici e imprenditori locali si appoggiano e sono collusi con cosche, prevalentemente della ‘ndrangheta. Anche in questo caso esiste sinergia tra alcune cosche e imprenditori”. Sono le parole con cui il procuratore generale di Milano, Francesco Greco, ha introdotto la conferenza stampa in Procura sull’operazione di oggi.
M5S LOMBARDIA SUBITO A TESTA BASSA: ORA VIA ALTITONANTE

“Allontanare subito Altitonante” senza aspettare un minuto di più. Il Movimento 5 stelle in Lombardia non perde tempo e dallo sdegno per la maxi-inchiesta su appalti e corruzione, passa all’attacco del sottosegretario Fabio Altitonante, coinvolto nell’indagine e destinatario di uno dei provvedimenti cautelari.

I 5 stelle hanno depositato oggi stesso una mozione urgente per le sue dimissioni. “Non è accettabile che Fontana taccia. Ha subito un tentativo di corruzione a sua insaputa e i lombardi meritano spiegazioni e totale chiarezza. Il presidente ha la responsabilità diretta della nomina di Altitonante a sottosegretario della sua giunta con la delega delicatissima al futuro dell’area Expo”, afferma Andrea Fiasconaro, capogruppo del M5S Lombardia.

Chi invece difende e loda Fontana è il candidato sindaco del centrodestra a Bergamo, Giacomo Stucchi: “Dall’indagine che ha portato oggi agli arresti in Lombardia emerge la limpidezza, materiale e morale, del nostro Governatore Attilio Fontana che ha fermamente respinto sul nascere qualunque offerta sospetta”. Stucchi aggiunge: “Ben vengano queste indagini, necessarie per fare chiarezza e garantire trasparenza nelle nostre istituzioni locali, e complimenti al nostro Governatore Fontana, parte offesa in questa vicenda, che con i fatti ha dimostrato come si debba comportare un amministratore pubblico, che lavora solo per il bene dei cittadini e del suo territorio, non per il proprio tornaconto”. Questi, conclude l’aspirante primo cittadino, “sono i valori su cui si fonda il progetto politico di Lombardia Ideale, fortemente voluto da Attilio Fontana, e delle sue declinazioni territoriali, come Bergamo Ideale”, lista che sostiene la candidatura di Stucchi.
Coacons si costituirà parte offesa

Il Codacons si costituirà parte offesa nell’inchiesta condotta dalla Dda milanese che ha portato oggi a 43 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di politici, amministratori pubblici e imprenditori, accusati di corruzione nella spartizione di appalti pubblici.

“Ancora una volta si assiste in Italia ad una presunta organizzazione a delinquere finalizzata ad alterare l’aggiudicazione di importanti appalti relativi a servizi pubblici resi ai cittadini – afferma il Codacons –. Illeciti che, se confermati, avrebbero ripercussioni dirette per la collettività, in quanto l’aggiudicazione degli appalti sarebbe stata disposta non sulla base del merito e dei requisiti, ma grazie a tangenti e corruzione, con effetti negativi sui servizi resi all’utenza”.

Per tale motivo il Codacons si costituirà parte offesa nell’inchiesta e, se saranno confermati gli illeciti contestati, chiederà ai responsabili un maxi-risarcimento per i danni arrecati alla collettività.

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