TAJANI, LE TASSE SUGLI EXTRAPROFITTI SPAVENTANO GLI INVESTITORI
Il Codacons attacca il governo, che in larga parte continua a pensare agli interessi degli investitori più che a quelli dei cittadini, dopo le dichiarazioni del vicepremier Antonio Tajani, che ha definito “pseudo extraprofitti” quelli delle banche e ha rivendicato come un successo l’aver fatto saltare le misure che li riguardavano.
«Gli extraprofitti» – spiega l’Associazione – «sono quei guadagni aggiuntivi e inaspettati rispetto al normale, che un’impresa o un settore ottengono grazie a circostanze eccezionali o fattori esterni favorevoli. Forse solo Tajani non si è accorto che negli ultimi anni banche, assicurazioni, ditte farmaceutiche, compagnie energetiche e oggi anche le imprese della difesa hanno realizzato utili extra a spese dei cittadini».
Mentre famiglie e piccole imprese si ritrovano oggi in ginocchio a causa di bollette di luce e gas sempre più insostenibili, rincari a cascata e salari immobili, i giganti dell’economia hanno infatti visto crescere sensibilmente i propri profitti, prima grazie alla pandemia, poi per effetto del caro-energia e infine della caotica situazione internazionale.
Altro che “idea sovietica”: gli extraprofitti sono un fatto concreto, certificato dai bilanci e dai mercati, eppure nessun governo ha mai avuto il coraggio di toccarli davvero. Neanche quello di Giorgia Meloni, che tra accise, tasse sugli extraprofitti e promesse di riduzione dei costi dell’energia ha inanellato una lunga serie di promesse da marinai nei confronti dei cittadini.
«È incredibile» – conclude il Codacons – «che chi guida il Paese scelga esplicitamente di difendere le rendite delle banche e dei grandi gruppi, invece di tutelare i cittadini ed elettori italiani, colpiti da anni di rincari e disuguaglianze».
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